Elezioni amministrative, Poletti: "Non sono soddisfatto, c'è da lavorare"
Il ministro del Lavoro era a Reggio Emilia per i 25 anni di Coopservice e ha parlato di cooperative, Social Act e risultati delle comunali
REGGIO EMILIA. Investire nell’innovazione, cavalcare il cambiamento ed essere capaci di stare al passo con le nuove tecnologie. Questa è, per il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, la ricetta per restare sul mercato in tempo di crisi. Anche e soprattutto per la realtà cooperativa che storicamente caratterizza il mondo del lavoro reggiano ed emiliano.
Il ministro “contadino”, così come lui steso spesso si definisce, era in visita a Reggio Emilia in occasione della presentazione del libro “Coopservice, 25 anni di lavoro e di crescita” che celebra i cinque lustri di vita della cooperativa nostrana. E non si è negato, affabile e aneddottico come sempre, alle domande dei giornalisti.
«Il panorama delle cooperative è una realtà molto importante che è anch’essa alla prova dei grandi cambiamenti - ha affermato il ministro- e questo riguarda anche l’area dei servizi, per una certa fase considerata al riparo da tutto. Le tecnologie, la digitalizzazione, i sistemi di connessione e collegamento, stanno cambiando i modelli organizzativi e il mestiere, influendo sulla capacità di stare nei mercati».
Per questo motivo la sfida che spetta alle Coop è più grande che mai. In un panorama in cui, anche nel nostro territorio, ne vediamo cadere a decine. Bilanci in rosso, chiusure, licenziamenti, la sfida è una sola: «Quella di investire nell’innovazione. Se si sta nella parte alta del sistema si recuperano anche opportunità di lavoro e di crescita.
Se si rimane nella parte più povera con meno innovazione è chiaro che il mercato diventerà più difficile perché sarà necessariamente un mercato più combattuto. È un’area di grande importanza quella delle cooperative ma in cui bisogna essere capaci di muoversi sempre sulla frontiera più avanzata».
E lui, che viene dal mondo cooperativo di Imola, questo lo sa bene. E proprio questa esperienza, quella dell’associazionismo delle imprese e del pluralismo verso un solo obiettivo, è ciò che ha cercato di trasferire nel cosìddetto Social Act. Il disegno di legge delega al Governo per il contrasto alla povertà, il riordino delle prestazioni e il sistema degli interventi e dei servizi sociali, che dovrebbe portare circa 1 miliardo l'anno a partire dal 2017.
«Stiamo costruendo un insieme di atti - ha continuato Poletti - che riguardano le pensioni, le politiche attive, la lotta alla disoccupazione e alla povertà e che servano a far si che chi perde il lavoro o è in condizioni di difficoltà sia aiutata a uscire da quella condizione. Una parte di questo pacchetto è già in discussione in Parlamento, come ad esempio la legge delega per la lotta alla povertà.
Il percorso di questi anni sarà caratterizzato da mestieri che scompaiono, mestieri che nascono, persone che dovranno cambiare la loro competenza per trovarne un altro. Bisogna quindi costruire strumenti capaci di accompagnare questo percorso. Per me il Social Act è esattamente questa risposta».
Infine una battuta sulle elezioni amministrative che non hanno visto quel trionfo eclatante del Pd, atteso da Matteo Renzi: «Non sono soddisfatto, credo che ci sia da lavorare ancora per i ballottaggi. Dobbiamo concentrarci su questi quindici giorni di duro lavoro che ci aspettano».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
