La lotta alla mafia perde un altro pezzo
Dopo Caruso e la Cogode, anche il comandante provinciale della Finanza, Ippazio Bleve, sarà trasferito a Bologna
REGGIO EMILIA. Un altro trasferimento. Un’altra promozione, con l’ennesimo protagonista reggiano della lotta alle mafie che prende la strada di Bologna. Da luglio, infatti, cambia il vertice provinciale della Guardia di finanza, con la promozione dell’attuale comandante, colonnello Ippazio Bleve, destinato a un nuovo e prestigioso incarico a Bologna. Arrivato nel luglio 2011, dopo cinque anni alla guida delle Fiamme Gialle reggiane, Bleve assumerà da metà luglio un importante ruolo nel comando regionale, prendendo servizio nella caserma di piazza Malpighi, a Bologna, dove lavorerà a stretto contatto con il generale di divisione del corpo.
La promozione di Bleve arriva al termine di un quinquennio che ha visto la Guardia di finanza provinciale in prima linea nelle attività di contrasto alle infiltrazioni mafiose nel territorio reggiano: nel solo 2015, oltre 25 milioni di euro di riciclaggio accertato, 156 segnalazioni per operazioni sospette e sequestri antimafia per 11 milioni di euro. Con l’approdo di Bleve a Bologna, va via da Reggio un altro protagonista della “squadra antimafia” che ha posto le basi e condotto la maxi-inchiesta Aemilia, proprio nei giorni in cui si sta svolgendo il processo nell’aula speciale allestita nel palazzo di giustizia. Dopo l’estate, saluterà Reggio alla volta di Bologna anche il presidente del tribunale, Francesco Caruso, che si insedierà alla presidenza del più grande tribunale del capoluogo di Regione, dopo aver combattuto a lungo per far restare il processo qui a Reggio. La promozione è stata votata all’unanimità dalla commissione incarichi direttivi del Consiglio superiore della magistratura, che ha deciso di affidare la presidenza del tribunale di Bologna proprio all’attuale numero uno reggiano. Un trasferimento che potrebbe far allungare di qualche mese il maxi-processo, con il rischio di dover ripartire dall’audizione del primo testimone.
Lascerà a breve Reggio, inoltre, anche il vice prefetto vicario, Adriana Cogode, che a cinque anni dal suo arrivo, al pari di Bleve è stata destinata a Bologna, dove ricoprirà lo stesso ruolo di vicario. Dall’11 giugno 2015 all’11 dicembre 2015, Cogode ha fatto parte della commissione per l’accesso agli atti nel Comune di Brescello, il primo Comune dell’Emilia-Romagna sciolto per infiltrazioni mafiose. Un’attività antimafia svolta fino al settembre 2014 al fianco del prefetto di ferro, Antonella De Miro, ora a capo della prefettura di Palermo, che ha contribuito a sollevare il coperchio sulle infiltrazioni nel Reggiano, lasciando la nostra provincia con un bilancio di 36 protocolli di legalità, 40 interdittive e 26 provvedimenti di rigetto di richieste di iscrizione nelle white list da parte di ditte a rischio. Un impegno proseguito dal suo successore e attuale prefetto di Reggio, Raffaele Ruberto.
Il 20 luglio 2015, invece, è stato trasferito a Roma l’ex comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Paolo Zito, ora comandante della I Brigata Mobile. All’alba del 28 gennaio 2015, Zito coordinò il maxi-blitz di Aemilia, quando furono eseguite 117 ordinanze di carcerazione ordinate dalla Dda di Bologna.
L’eredità è stata raccolta dall’attuale comandante provinciale, colonnello Antonino Buda, che ha proseguito con grande impegno e dedizione il lavoro grazie alla preziosa collaborazione dei suoi uomini. (e.spa.)
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