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Canalina, veleno nel giardino: morto un pastore tedesco

Canalina, veleno nel giardino: morto un pastore tedesco

Si chiamava Breda e aveva 9 anni, la proprietaria denuncerà il fatto alla procura. «Cane ucciso da una sostanza potente, temo per i bambini che giocano nel prato»

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REGGIO EMILIA  Si chiamava Breda. Aveva nove anni. Era una bella femmina di pastore tedesco, prodiga d'affetto per una 55enne reggiana, per la nipotina di tre anni e per il marito, prima che morisse cinque anni fa. Qualcuno l'ha avvelenata, privando la padrona di una compagnia preziosa e gettando nel dolore l'intera famiglia. Mara Morinelli, che la teneva con sè in un appartamento dotato di un piccolo giardino privato in un condominio al numero 3 di via Rabbeno in zona Canalina, non si rassegna.

Denuncerà l'accaduto alla Procura, sulla base della legge che sanziona penalmente le uccisioni e i maltrattamenti degli animali. Tuttavia, finora i numerosi casi di avvelenamenti di cani avvenuti nella nostra provincia hanno dato seguito a indagini infruttuose o a processi finiti in prescrizione. «Breda - riferisce Mara Morinelli - era buona e tranquilla, ma abbaiava quando vedeva qualcuno avvicinarsi alla recinzione del giardino o ai limitrofi cassonetti. Di notte, però, la tenevo sempre in casa e non disturbava. Una volta i vicini chiamarono i vigili urbani perché la rete era stata tagliata e temevano che la cagna scappasse. Si constatò che lo squarcio era troppo piccolo per consentirle di uscire».

La padrona s'è accorta che Breda stava male verso le 15 di domenica. Subito ha avvisato un ambulatorio veterinario di viale Monte Grappa, che ha ricoverato l'animale d'urgenza, diagnosticando un grave avvelenamento a cui non ha potuto porre rimedio. Breda, è morta durante la notte, all'1,15. Ieri mattina Mara Morinelli ha denunciato il fatto al servizio veterinario dell'Ausl, che ha preso in custodia il corpo dell'animale per compiere gli accertamenti autoptici, allo scopo di individuare la sostanza usata per l'avvelenamento e comunicare l'esito delle analisi alla Procura e al sindaco.

«Certamente – conclude Mara Morinelli – si trattava di un veleno molto potente. Ciò mi preoccupa perché ne potrebbe essere rimasta una parte nel prato di casa o nelle vicinanze, dove giocano la mia nipotina e altri bambini. Ho fatto delle ricerche insieme a mio figlio e ad una vicina. Non abbiamo trovato nulla, ma penso che si debba fare una bonifica, prima di consentire ai bambini di frequentare ancora quello spazio. Ma nessuno ci ha detto come possiamo procedere».

 

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