Gazzetta di Reggio

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Addio al bonus da 80 euro per quattromila reggiani

di Roberto Fontanili
Addio al bonus da 80 euro per quattromila reggiani

È la stima del patronato Inca-Cgil di Reggio sui dati relativi allo scorso anno A dover restituire il supplemento i dipendenti il cui reddito supera i 26mila euro

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REGGIO EMILIA. Sono oltre 4mila i reggiani che si trovano a dover restituire il bonus di 80 euro mensili. Si tratta di una stima, perché i dati relativi al 2014 (primo anno di applicazione della norma, poi introdotta anche nella Legge di stabilità 2015), sono solo in possesso dell’Agenzia delle Entrate. Ma sulla base dei dati forniti dal patronato Inca-Cgil di Reggio è possibile fare una proiezione sul dato complessivo provinciale.

«La situazione non cambia di molto anche per il 2015, perché la situazione è simile – spiega la responsabile del patronato Inca-Cgil Claudia Beneventi – Solo da parte nostra, per il 2014 abbiano verificato che sono stati circa 18.604 i lavoratori reggiani che hanno avuto il bonus. Di questi sono stati 2.139 coloro che hanno dovuto restituirlo in quanto il loro reddito ha superato il limite dei 26mila euro fissato dalla legge. Per cui alla fine, ad averne goduto sono stati quasi 16mila persone».

Per il 2015 la brutta sorpresa di dover restituire il bonus è toccata al 12% dei lavoratori e tra questi oltre 4mila reggiani. I dati sopra citati sono riferiti agli oltre 72mila modelli 730 presentati a cura della Cgil reggiana, che da sola copre all’incirca il 50% di tutte le dichiarazioni dei redditi presentate dai lavoratori dipendenti reggiani. Ma, aggiunge ancora la Beneventi, «gli aventi diritto al bonus sarebbero molti di più, perché alcuni lavoratori, non presentando la denuncia, non si vedono riconosciuto il bonus a cui si aggiungono i lavoratori licenziati nel corso dell’anno».

La ragione della restituzione è legata al fatto che il bonus viene assegnato mensilmente in busta paga, ma al momento della dichiarazione dei redditi, al reddito da lavoro dipendente vengono sommati anche gli altri cespiti (come la casa in proprietà) e può accadere che il limite venga superato.

Il bonus spetta a tutti i lavoratori dipendenti o assimilati con un reddito tra gli 8mila e i 26mila euro. Rientrano in queste categorie i lavoratori che hanno stipulato contratti a progetto, contratti a tempo determinato, che percepiscono gli assegni di mobilità, lavoratori in cassa integrazione o disoccupati e che percepiscono indennità di disoccupazione, titolari di assegni legati a formazione professionale o borse di studio, i soci di cooperative, i lavoratori socialmente utili e i sacerdoti. Per il 2016 a queste categorie si aggiungono i lavoratori delle forze dell’ordine (polizia, carabinieri, vigili del fuoco, esercito e capitaneria di porto). A rischio di restituzione sono quindi tutti quei lavoratori le cui condizioni lavorative sono cambiate nel corso dell’anno.

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