Bergamaschi trova l’accordo con i creditori
Il tribunale omologa la ristrutturazione dei debiti grazie anche alla maxi vendita all’asta delle forme
REGGIO EMILIA. Prima l’attività fiorente generata dalla vendita del prezioso Parmigiano Reggiano, poi i sali scendi del mercato dell’agroalimentare e infine un fardello formato da 38 milioni di euro di debiti accumulati negli anni e diventato sempre più gravoso. Dopo mesi di lavoro, però, il gruppo Bergamaschi ha trovato finalmente l’accordo di ristrutturazione dei debiti. Una procedura “promossa” dal tribunale di Mantova, che permette ora all’azienda - che conta caseifici e magazzini da Baiso a Fabbrico, a Luzzara, fino a Boretto, Castelnovo Sotto e Quistello - di poter navigare in acque meno agitate. Il crollo dei prezzi nel 2015 aveva messo in seria crisi tutta la filiera del Parmigiano Reggiano, facendo crollare anche il valore delle forme lasciate in pegno dai caseifici e dai commercianti alle banche per garantire i prestiti. Lo sbilanciamento aveva avuto un effetto diretto sulla Magazzini Emiliani Stagionatura Formaggi, società in liquidazione facente parte del gruppo Bergamaschi, che ha ottenuto ora l’omologazione dell’accordo di ristrutturazione pattuito con il 92,97% dei creditori. Un processo di riequilibrio raggiunto anche grazie alla maxi vendita delle 72mila forme di Parmigiano Reggiano contenute nei magazzini del Gruppo Bergamaschi - valore di perizia pari a 22 milioni di euro - grossa parte delle quali sono state vendute tramite un gara indetta dal tribunale fallimentare di Mantova. Una pagina difficile del lattiero-caseario emiliano che è stata raddrizzata dalla famiglia con attività nel settore da oltre 60 anni, protagonista della commercializzazione del Parmigiano e del Grana, che da pochi anni aveva deciso di accorciare la filiera affiancando alla stagionatura anche la produzione.
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