La Ferrarini separa salumi e attività agricola
Varata la scissione dell’attività industriale, la produzione e gli stabilimenti confluiscono in una newco
REGGIO EMILIA. Ferrarini si fa in due. Lo scorso febbraio l’assemblea straordinaria della spa che controlla il colosso dell’agroalimentare reggiano con sede a Rivaltella, ha approvato la scissione parziale proporzionale della medesima Ferrarini. La scissione di Ferrarini si colloca nell’ambito della riorganizzazione strutturale, funzionale e delle attività produttive del gruppo a cui partecipa Ferrarini, finalizzata al consolidamento e alla crescita nelle diverse aree di business in cui operano le società del gruppo. La delibera è stata presa con riferimento al progetto di scissione predisposto dal consiglio di amministrazione che prevede la creazione di una società per azioni beneficiaria alla quale sarà conferito «il ramo di azienda industriale relativo all’attività di produzione e vendita di prosciutti cotti, di prosciutti stagionati e della salumeria tradizionale» viene riportato nella nota ufficiale dell’azienda. In particolare il ramo di azienda industriale oggetto di trasferimento sarà costituito dal complesso dei beni materiali e immateriali, compresi i marchi e brevetti, destinati all’attività di produzione e vendita di prosciutti cotti, di prosciutti stagionati e della salumeria tradizionale. Lì confluiranno quindi gli stabilimenti Ferrarini situati a Lesignano de Bagni (Parma), San Michele Cavana (Stabilimento Effe) e a San Giuliano Milanese.
Oltre agli immobili sarà trasferito anche il debito relativo al prestito obbligazionario Ferrarini spa relativo al periodo 2015–2020 del valore nominale di 30 milioni di euro. Oltre a questo ci sarà il debito residuo relativo ai contratti di finanziamento a medio lungo termine identificati.
Nella società scissa rimarranno invece i rami d’azienda relativi alla gestione di aziende agricole di proprietà e locate da terzi, alle attività connesse alle aziende agricole, quali l’attività casearia relativa al parmigiano reggiano e la produzione e commercializzazione di prodotti vitivinicoli e di aceti e alla gestione del patrimonio mobiliare e immobiliare (terreni e fabbricati).
Sullo sfondo delle vicende della famiglia Ferrarini resta la grana della Popolare di Vicenza, banca della quale erano azionisti con azioni passate dai 34 milioni ad appena poche decine di migliaia di euro dopo la débacle dei valori dell’istituto partecipato da Luca Ferrarini e della Effe Energy. (e.l.t.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
