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Il vicesindaco Sassi

«Ordinanze in parte utili ma non sono risolutive»

REGGIO EMILIA. «Siamo pronti a incontrare i residenti di Pieve per ascoltarli e valutare come intervenire, nel limite delle nostre competenze». Così il vicesindaco di Reggio Emilia, con delega alle...

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REGGIO EMILIA. «Siamo pronti a incontrare i residenti di Pieve per ascoltarli e valutare come intervenire, nel limite delle nostre competenze». Così il vicesindaco di Reggio Emilia, con delega alle Politiche sociali, Matteo Sassi sulla questione sollevata dai residenti di via Fratelli Cervi.

«Non assistiamo a nulla di nuovo – dice Sassi – Ogni estate, in particolare nella zona ovest della città, queste problematiche emergono quando i cittadini vivono di più all’aperto. In passato sono state adottate delle ordinanze da parte del sindaco, che hanno avuto l’effetto di mitigare alcuni effetti, anche se ho sempre sostenuto che le ordinanze siano solo uno degli strumenti che possono essere messi in campo e non lo strumento principale. Servono anche altre misure e sarebbe sbagliato riporre una fiducia eccessiva in questo strumento».

Il vicesindaco ricorda anche che da quasi 20 anni a Reggio il Progetto Rosemary ha contributo a togliere dalla strada e salvare dallo sfruttamento centinaia di donne.

«L’Italia sconta una legislazione ipocrita e pilatesca che scarica sulle comunità locali e sui cittadini, e sulle prostitute stesse, tantissimi rischi e disagi».

L’assessore alla Sicurezza Natalia Maramotti aggiunge che la questione è al centro di una valutazione con le forze dell’ordine. «Due cittadini di Pieve mi hanno avvicinato per parlare di questo problema. Insieme alla questura e al vicesindaco Sassi stiamo valutando quali possano essere le misure più efficaci per porre un freno a questa situazione che puntualmente si verifica in alcune zone di Reggio».

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