Recinti elettrificati per tenere lontani i cinghiali: in montagna è un boom
Ventasso, la denuncia dell’ecoselettore Gianferrari contro gli agricoltori: «Così si difendono dall’invasione degli ungulati, ma crescono anche le cause»
VENTASSO. «Qui in montagna, con il tacito assenso dei responsabili regionali e provinciali, si procede ad erigere chilometri di recinzioni elettrificate».
A porre l’attenzione su questo tema peculiare è l’ecoselettore castelnovese Umberto Gianferrari, che aggiunge: «Sembra che i cinghiali siano troppi, e il mondo agricolo si lamenta degli ingenti danni. A un recente convegno qui alla Foresteria San Benedetto, Francesco Zambonini della Cia (Confederazione italiana agricoltori) ha mostrato fotografie di campi devastati dai cinghiali. Ma che cosa si può fare per ridurre i danni? Verrebbe da dire: ridurre la densità dei cinghiali, visto che, riportandola a livelli corretti, non ci saranno danni rilevanti».
«Sarebbe giusto – prosegue Umberto Gianferrari – ma così si andrebbe a dar fastidio a quella che Zambonini chiama “la lobby dei cinghialai”: se ha meno cinghiali da abbattere ad ottobre, si diverte di meno ed incassa di meno dalla vendita delle carni».
Per Umberto Gianferrari la conseguenza diretta di questa differenza di opinioni, è un’altra misura di contrasto all’invasione degli ungulati. «Accade così che molti campi della nostra montagna, vengano recintati elettricamente. Erano otto i chilometri di perimetro montano recintati nell’anno 2009. I cervi, i nostri cani, da caccia e non, e noi, potevamo circolare altrove, evitando la scossa elettrica, ma oggi? Oggi il dato è leggermente incrementato e saremmo passati a ben 114 chilometri di recinti elettrificati».
Non sarebbe la sola drastica iniziativa degli agricoltori. «Ma a quanto pare non è sufficiente, visto che molti agricoltori non sono soddisfatti dei risarcimenti e, mentre un tempo si lagnavano con le proprie associazioni agricole, oggi fanno cause ad Atc Montagna, non tramite i legali delle associazioni agricole, bensì attivandosi da soli» conclude amaramente l’ecoselettore.
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