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«Sì al controllo della produzione ma non per multare i caseifici»

di Luigi Vinceti
«Sì al controllo della produzione ma non per multare i caseifici»

Così Alessandro Bezzi, nuovo presidente del Consorzio di tutela, pensa di lasciare una traccia «Il mio sogno è eliminare il continuo saliscendi delle quotazioni ma serve l’aiuto di tutti»

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REGGIO EMILIA. Ha l'entusiasmo di un giovane ma anche la consapevolezza di chi ha già sperimentato cosa voglia dire preparare e vendere del buon formaggio. Non lancia proclami, ma sta lavorando sodo, a testa bassa. E' da tempo che Alessandro Bezzi opera nella sede del Consorzio di tutela del Parmigiano Reggiano. Da due mesi siede sullo scranno presidenziale ma è già stato in Consiglio d'amministrazione per sei anni e per tre ha fatto parte del Comitato esecutivo. Ma soprattutto viene dalla Latteria di Rubbianino dove si raccolgono le produzioni di latte di un'area che comprende parte di Reggio, Bibbiano, Quattro Castella. La sua culla - come simpaticamente la definisce - è una specie di “via lattea” perché si vedono solo trattori e cisterne che trasportano il ricavato di migliaia di mungiture. E' subentrato al dimissionario Giuseppe Alai e ha poco tempo a disposizione per lasciare il segno: ad aprile 2017 scade questo spezzone di mandato quadriennale che lo ha collocato ai vertici di una organizzazione tanto lodevole quanto complessa.

Come pensa di lasciare il segno?

«I nostri caseifici sono fabbriche a cielo aperto che vivono in base al prodotto di giornata, il latte, che risente addirittura di ogni minima variazione meteorologica. E talvolta le spese salgono mentre i ricavi possono restare fermi o addirittura calare. Il mio sogno è quello di eliminare il continuo saliscendi delle quotazioni ma per far questo serve l'aiuto di tutti gli associati che rappresentano realtà diverse delle nelle cinque province interessate oltre al coinvolgimento degli operatori impegnati nella commercializzazione. E ciò vale sia per la grande distribuzione nazionale che per i mercati esteri».

Dove immagina di poter intervenire con evidenza?

«Sono tre i filoni che vorrei privilegiare. Tre S. In primo luogo la salute, considerato che il nostro prodotto è unico e irripetibile, ideale per ogni tipo di consumatore. Mi piacerebbe se i suoi pregi alimentari venissero fatti conoscere meglio. Poi ci sono le scuole, dove si può venire a contatto con i giovani che sono gli utilizzatori del nostro formaggio di domani. Da tre anni esiste un programma "Sono come mangio" che ci ha portato a dialogare con quasi 25.000 studenti delle aree emiliane e laziali. Sono per insistere e se possibile ampliare l'iniziativa. Infine ci nteressa confermare la nostra presenza nello sport. Siamo abbinati ad eventi di vela, sci, basket, rugby. Non è mai abbastanza. Naturalmente senza esagerare perché amministriamo risorse limitate».

E il controllo della produzione?

«E' utile, ma per essere d'aiuto, non per dare multe ai produttori. Con il ministro Martina ho accennato a “pacchetti latte” di durata più lunga, non 3+3 ma 6+6 anni. E occorre concordare le azioni con chi gestisce il mercato: la Gdo in ambito nazionale, i gestori esteri per l'export. Abbiamo programmato incontri in questo mese di giugno».

Come pensa di difendere il Parmigiano Reggiano dalle imitazioni e dalle contraffazioni?

«E' una battaglia difficile ma spero vada in porto il progetto Ttip quanto meno per avere maggior rispetto negli Stati Uniti. Ne ho parato recentemente con l'ex ministro De Castro. Siamo sul pezzo, vedremo cosa riuscirò a fare durante il mio mandato».

Le nuove tecnologie possono essere d'aiuto?

«Eccome. A Rubbianino investiamo da tempo su questo fronte e sono convinto che in futuro la trasformazione del latte in formaggio ne sarà sempre di più interessata. Noi ce ne serviamo da tempo ad esempio per il sierinnesto e il miscelamento del latte serale con quello della mattina. Il casaro deve essere aiutato a fare bene il proprio lavoro. Ed anche il “microneer" che voi avete definito la “pistola salva casaro" sta dando ottimi risultati consentendo controlli mirati che aiutano ad introdurre correzioni per eliminare eventuali errori. Questo è un mondo in evoluzione e noi ci siamo».

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