Accoltellato a morte nel cuore di Reggio Emilia, l'assassino ancora in fuga
Elisa Pederzoli
La vittima è un tunisino di 41 anni ucciso con un fendente all’addome in centro storico. Il delitto davanti a molti testimoni in pieno giorno
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REGGIO EMILIA. Ore 18.20 via Nacchi. Pieno centro storico. Mahdi Sellami, tunisino di 41 anni, è a terra in una pozza di sangue. È ferito all’addome. Un taglio profondo sul lato sinistro. Meno di un’ora dopo, al pronto soccorso del Santa Maria Nuova, il suo cuore cessa di battere.
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È un omicidio nel cuore della città storica quello che irrompe in un pomeriggio di giugno afoso e coperto di nuvole. Nel triangolo di strade da tempo sotto accusa – via Secchi, via Nacchi, il teatro Valli – stavolta non c’è un telo bianco a terra solo perché la vittima è morta in ospedale. Ma dopo anni di risse, accoltellamenti, ripetute denunce e controlli serrati, stavolta è arrivato il delitto. E fino a ieri sera l’assassino risultava ancora in fuga. Anche se con le ore contate.
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Secondo una prima ricostruzione della polizia, l’uomo - da quello che trapela un connazionale della vittima - si è fermato in via Roma prima dell’omicidio. È qui che ha comprato il coltello da cucina con il quale ha aggredito Sellami. Un particolare che fa pensare alla premeditazione e non a un delitto d’impeto. La vittima era in compagnia di un uomo e attorno a loro c’erano altre persone quando l’assassino improvvisamente lo ha affrontato con il coltello. Un fendente ferale lo ha raggiunto all’addome, lo ha fatto finire a terra, privo di sensi. L’assassino è stato visto correre lungo via Secchi, svoltare in vicolo Clemente e poi in via Filippo Re. È qui che a terra, vicino ai bidoni della spazzatura, i poliziotti hanno recuperato poco dopo l’arma del delitto. Per Mahdi Sellami non c’è stato niente da fare. Soccorso in strada, è stato caricato in ambulanza. È morto alle 19.10, poco dopo il suo arrivo in ospedale. Gli investigatori si sono subito messi la lavoro. La zona è stata transennata. Le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza, anche dei locali della zona, subito sequestrate. I testimoni sentiti. Per cercare di stringere il più in fretta possibile il cerchio intorno all’assassino del 41enne.
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Nella piccola folla che in quei minuti si è radunata davanti a via Nacchi chiusa, tanti tunisini e marocchini. Mahdi Sellami lo conoscevano in tanti. Parlano della vittima e di un regolamento di conti, qualche anno fa, finito con un fedente. Particolari che arrivano per passaparola, ma sui quali anche gli investigatori della Squadra mobiel sono concentrati. Da ieri sera, intanto, la città era presidiata. Pattuglie in forze alla ricerca dell’assassino.
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