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CoRe, l’inaugurazione slitta al pomeriggio

CoRe, l’inaugurazione slitta al pomeriggio

Tanti eventi da sabato: il Grade organizza un maxi girotondo. Poi il taglio del nastro posticipato per impegni di Renzi

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REGGIO EMILIA. La città di Reggio Emilia sta per vivere un fine settimana speciale, proiettata verso la ribalta nazionale grazie alla storica inaugurazione del CoRe, il nuovo centro oncoematologico realizzato dell’Irrcs Santa Maria Nuova, azienda ospedaliera che dopo otto anni di progetti e lavori ha dato risposta alla profonda trasformazione a cui si sta assistendo nell'assistenza al paziente oncologico. Il CoRe, luogo di assistenza e ricerca di alta specialità dedicato alla diagnosi e alla terapia dei tumori - costruito con un occhio di riguardo anche all’ospitalità dei pazienti - vedrà il taglio del nastro questo weekend con una due giorni inaugurale ricca di eventi per la città.

RENZI INSIEME A DELRIO. Per scolpire il momento nella memoria dei reggiani, sabato 11 giugno, alle 10.45, centinaia di amici del Grade daranno vita a un abbraccio collettivo attorno al grande edificio del CoRe, sorto a sud del pronto soccorso del Santa Maria, facendo poi un grande girotondo accompagnati dalle note musicali del celebre film “8 e 1/2” di Federico Fellini. Il sigillo, come preannunciato nei mesi scorsi, lo metterà però il presidente del Consiglio Matteo Renzi con il suo arrivo, atteso attorno alle 15 a Reggio, nella sede da 16mila metri quadrati del CoRe, dove dovrebbe incontrare dirigenti e dipendenti dell’Ausl, così come amministratori locali e autorità schierate a dovere, visto che si tratta di una visita ufficiale in qualità di premier e non di segretario del Pd. L’inaugurazione ufficiale è stata posticipata al pomeriggio per impegni improrogabili comunicati dai responsabili del cerimoniale di Renzi, con i quali il Santa Maria è in contatto per limare il programma in base alle esigenze. È annunciata anche la presenza dell’ex sindaco di Reggio, Graziano Delrio, attuale ministro dei Trasporti. A salire sul palco, però, dalle 15 per parlare, sarà Renzi, preceduto dal sindaco Luca Vecchi, dal presidente della provincia Giammaria Manghi e da quello della Regione Stefano Bonaccini.

IL TAGLIO DEL NASTRO. Poi, alle 16, tutti insieme, taglieranno il nastro, insieme al direttore generale dell’Ausl, Antonella Messori. Dalle 17, ci sarà l’attesa apertura al pubblico, con visite guidate dedicate alla cittadinanza. Alla fine della lunga giornata ci sarà anche il concerto di musica classica dell’associazione “Donatori di Musica”, con il duo formato da Maurizio Baglini al pianoforte e Silvia Chiesa al violoncello.

L’ECCELLENZA IN MOSTRA. Il CoRe è un palazzo di sei piani, 15.500 metri quadrati tutti dedicati alla cura dei pazienti e alla ricerca scientifica. Alla sua realizzazione hanno contribuito in tanti, dai pazienti ai medici, dagli imprenditori alle istituzioni e a migliaia di cittadini. Le visite guidate saranno l’occasione per alcuni fortunati - viste le tante richieste - per poter dare un primo sguardo alla struttura che rappresenta già un’eccellenza a livello nazionale. Domenica ci sarà l’open day con visite guidate ogni 30 minuti dalle 10 alle 19. Sono previste anche visite guidate tematiche alle 11 con lo studio Binini Partners (progettisti del CoRe) e con Sicrea, azienda che ha realizzato i lavori. Alle 16.30 ci sarà “L’arte nel CoRe” a cura di Sandro Parmigiani. Dalle 10 alle 12.30 verranno effettuate anche delle letture ad alta voce a cura dei “Volontari di Cure Leggère e Léggere Cura”.

I LIBRI RICORDO. Sempre lo studio Binini Partners ha già preparato un grande volume nel quale racconta il progetto CoRe. Oltre a loro c’è il Grade, che sempre sabato presenterà “CORE La bella utopia”. Proprio il Gruppo Amici dell'Ematologia ha conosciuto un importante sviluppo, culminato nel 2015 con il passaggio da associazione di volontariato a fondazione onlus per raccogliere i 2,5 milioni messi insieme per costruire il CoRe. Il libro è a cura dello scrittore Pino Salerno e del direttore di Grade Roberto Abati e contiene inoltre le testimonianze di Luciano Ligabue e Franco Battiato, che, come molti altri, hanno contribuito con la loro arte alla raccolta fondi.

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