Mille operai arrabbiati in corteo verso Bologna
Domani sciopero generale con manifestazione regionale unitaria per il contratto «Federmeccanica vuole riscrivere le regole, noi dobbiamo difendere il salario»
REGGIO EMILIA. «Federmeccanica e Assistal non hanno alcuna intenzione di chiudere il contratto collettivo nazionale di lavoro». A denunciare lo stallo di una trattativa che non decolla e vede le due associazioni datoriali e le tute blu di Cgil, Cisl e Uil ferme sulle posizioni iniziali e senza che dal dicembre 2015 a oggi sia stato fatto alcun passo avanti, sono stati ieri i sindacati metalmeccanici confederali reggiani, annunciando la partecipazione di un migliaio di lavoratori allo sciopero regionale di otto ore di domani a Bologna. Una mobilitazione che si sta intensificando e che fino al 15 giugno si svilupperà in tutto il paese. Ma il problema del mancato rinnovo del contratto nazionale per una realtà come la provincia Reggio, dove storicamente, hanno sottolineato i sindacati, «c'è una forte tradizione di una contrattazione aziendale che ha portato a salari superiori a quelli minimi contenuti nel contratto nazionale», rende la situazione ancora peggiore. «Il risultato - hanno detto ieri i segretari provinciali di Fim, Fiom, e Uilm - è che oggi anche le aziende reggiane restano alla finestra, in attesa di sapere come si chiuderà la trattativa nazionale e così non si rinnovano né il contratto nazionale, né quelli aziendali». Se poi si aggiunge, spiegano ancora i sindacati «che sulla base della proposta di Federmeccanica gli aumenti salariali sarebbero riconosciuti solo a quei lavoratori che hanno un trattamento al di sotto dei minimi contrattuali, ovvero il 5% dei metalmeccanici, la distanza è siderale. Da qui le ragioni della proclamazione di un pacchetto di 12 ore di sciopero complessive e il blocco degli straordinari e della flessibilità fino a sabato 11 giugno. L'obiettivo dei sindacati di Cgil-Cisl-Uil (che dopo la firma di due contratti separati, con la Fiom che non li ha sottoscritti) tornano a una mobilitazione unitaria, è quello di arrivare a un contratto nazionale che «garantisca il potere d'acquisto per tutti i lavoratori ed estenda la contrattazione aziendale su tutti gli aspetti della prestazione lavorativa». Federmeccanica e Assistal, a detta dei sindacati invece, «non vogliono riconoscere alcun aumento sindacale al 95% dei lavoratori e ridurre il ricorso allo straordinario nel corso dell'anno. In sostanza l'obiettivo è quello di aumentare l'orario di lavoro a retribuzione normale eliminando ogni maggiorazione salariale». Come a dire lavorare di più, prendendo di meno. Per farlo la proposta, sulla base degli ultimi contratti, è che i prossimi incrementi salariali siano contemplati solo per i lavoratori con un salario al di sotto del minimo contrattale e che gli aumenti partano solo dal primo di luglio 2017.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
