Nella morsa del rumore 22mila reggiani
Traffico automobilistico, ferroviario e aereo. Ecco tutte le zone della città maggiormente esposte ai disagi sonori
REGGIO EMILIA. Traffico automobilistico, ferroviario e aereo. Sono 22.305 i reggiani che vivono nella morsa del rumore. È quanto emerge dalla bozza del Piano di azione comunale contro l’inquinamento acustico, presentato ieri alla commissione Assetto e uso del territorio. Un documento del servizio Ambiente del Comune, al quale collaborano Provincia, Arpa e Ausl, che sulla base di direttive europee ha portato alla stesura di una mappa dell’inquinamento acustico, individuando azioni di risanamento per quelle che sono state indicate come principali criticità.
Dal centro alla periferia. Otto le aree cittadine più critiche, sulle quali saranno necessari interventi anche a cura dei soggetti gestori delle infrastrutture e dei servizi di trasporto diversi dal Comune. Il piano è stato realizzato sulla base delle segnalazioni arrivate negli anni all’Arpa, cui sono stati integrati dal dicembre 2015 anche 55 contributi diretti arrivati dai cittadini attraverso i canali aperti online dal Comune.
Impatto zero nel 2021. L’obiettivo è abbassare i livelli critici del rumore entro il 2021 per tutti gli oltre 22 mila cittadini interessati dal fenomeno. Il piano arriverà in consiglio il prossimo 20 giugno, dando il via ad un’ulteriore fase di 45 giorni per le osservazioni. Ma quali sono le otto zone della città particolarmente rumorose? Quali le soluzioni proposte?
Caos circonvallazione. A livello di popolazione coinvolta, sono i viali di circonvallazione la zona della città che vede il maggior numero di cittadini nella morsa del rumore, pari a 6.123 residenti. La causa principale dell’inquinamento acustico, ovviamente, è il traffico intenso, cui si aggiunge l’alta velocità nelle ore notturne. Cinque le azioni proposte dal Comune: due nuovi semafori in viale dei Mille e in viale Piave nel 2017, l’incremento dei controlli sui limiti di velocità, la riduzione del traffico con l’apertura della tangenziale nord (nel 2021), la piantumazione di nuovi alberi (come previsto in “Reggio Respira”) e la sperimentazione del limite di 30 km/h su tutta la circonvallazione.
Via Emilia da nord a sud. Sono 4.202 invece i reggiani alle prese con i rumori del traffico nelle frazioni che si trovano sulla via Emilia, a nord e a sud. In questo caso, l’obiettivo è ottenere l’abbattimento dell’inquinamento acustico attraverso maggiori controlli per la limitazione della velocità tra Cella e Cadè e tra Masone e Bagno (con il coinvolgimento di Prefettura e Anas) e attraverso la tangenziale di Rubiera, che scaricherà il traffico della frazione di Bagno.
Troppi camion. Il traffico di mezzi pesanti rappresenta la principale criticità dell’asse di via del Partigiano, coinvolgendo 2.884 residenti. Fra le azioni, una nuova rotonda all’incrocio di via Petrolini nel 2017, l’incremento dei controlli sui limiti di velocità, la riduzione del traffico derivato dall’apertura della tangenziale di Fogliano e il monitoraggio dei valori acustici con l’eventuale sostituzione di alcune barriere.
Reggio ovest. I problemi di via del Partigiano si trovano anche a Pieve Modolena e a Reggio ovest, in particolare in via F.lli Cervi, via F.lli Bandiera e via Cafiero, dove sono esposti ad inquinamento acustico 2.878 reggiani. Le soluzioni? L’apertura della tangenziale nord per spostare il traffico da via F.lli Cervi (sempre nel 2021), il completamento del raccordo tra via F.lli Bandiera e via Chopin (tra il 2017 e il 2018) e il divieto di circolazione ai mezzi pesanti lungo via F.lli Bandiera.
Reggio est. Sono 2.801 invece i residenti che vivono nei quartieri di Reggio est in prossimità della ferrovia, alle prese con i treni della Reggio–Sassuolo e con i disagi dei passaggi a livello. Su questo versante, molte azioni da mettere in campo coinvolgeranno Fer, come la realizzazione delle barriere antirumore (da calendarizzare), la richiesta sempre a Fer di intervenire in corrispondenza dell’incrocio con via Papa Giovanni, la stipula di un documento che impegni la Dinazzano Po ad adottare misure organizzative, comportamentali e di sostituzione mezzi per ridurre l'impatto acustico. Fra gli interventi previsti, anche una nuova rotatoria nello svincolo di accesso al cavalcavia di via dell'Aeronautica, la cui progettazione è prevista nel 2017, per essere realizzato nel 2018.
A Rivalta è sempre bretella. Con 1.424 residenti interessati, fra le aree critiche individuate ci sono anche Rivalta e Baragalla, soprattutto in relazione al traffico di viale Martiri della Bettola. È qui che si torna a parlare della bretella di Rivalta per il 2017, cui segue nel 2018 un collegamento tra la Bretella e la variante di Canali. Anche in questa zona è prevista l’interdizione al transito di mezzi pesanti lungo tutto l'abitato, insieme ad un aumento dei controlli sui limiti di velocità.
I treni in via Makallè. Il traffico automobilistico, insieme a quello ferroviario, è alla base delle criticità emerse in via Makallè e nella zona Tribunale, dove passano le linee della Milano-Bologna e della Reggio-Ciano. Sono 1.245 i cittadini esposti ai rumori, che troveranno giovamento sia dalle azioni in programma per la circonvallazione che nei piani di risanamento Rfi e Fer, con l’inserimento di nuove barriere.
La linea Milano-Bologna. A San Prospero sono 748 i residenti interessati da inquinamento acustico, causato anche in questo caso dalla tangenziale e dalla linea ferroviara Milano-Bologna. Nel piano di risanamento di Rfi sono state inserite nuove barriere nei tratti critici, ma l’incontro con il Comune è ancora in fase di calendarizzazione. Nel piano di risanamento di Anas, invece, per il 2017 è prevista la posa di un asfalto speciale fonoassorbente nei tratti di tangenziale non dotati di barriere.
I velivoli. Quanto all’inquinamento provocato dal traffico aereo, il Piano propone una campagna di misurazione delle emissioni acustiche nei quartieri e ville maggiormente interessati (Gavassa, Santa Croce, San Maurizio), la stipula di un documento di impegni da parte della Società Aeroporto, con le misure organizzative orientate a risolvere le criticità emerse.
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