Nutrie all’assalto Serre depredate e raccolti a rischio
Novellara, i coltivatori di cocomeri: «Una vera invasione» Zarantonello: «Gravi danni che si aggiungono ai furti»
NOVELLARA. Un'invasione senza precedenti delle nutrie sta mettendo a repentaglio il raccolto dei coltivatori di cocomere della Bassa; in particolare nelle Valli di Novellara e Reggiolo, dove sono concentrate diverse aziende di produttori della pregiata anguria reggiana. Ieri mattina Paolo Zarantonello, dell'azienda agricola “Zarantonello Pier Luigi, Paolo e Matteo”, quando è entrato nelle serre adibite alla coltivazione del pregiato frutto estivo si è messo le mani del capelli, a fronte dello spettacolo di tante nutrie che stavano facendo colazione con le sue cucurbitacee.
«Fra nutrie e ladri – è il suo sfogo – noi coltivatori di angurie non sappiamo più come difenderci. Quest'ultima invasione è dovuta al fatto che le nutrie sono uscite in massa dalla loro tane invase dall'acqua dei fossi, a causa delle forti piogge dei giorni scorsi. Sono così tante anche perché nell'ultimo anno in pratica nessuno ha potuto far niente per contrastale».
In effetti solo da poche settimane è entrato in vigore il piano regionale contro la proliferazione delle nutrie, varato dalla Regione Emilia Romagna, primo in Italia dopo che nel febbraio scorso il Governo ha confermato le nutrie fra le specie infestanti. I cacciatori sono già entrati in azione, vengono compensati con due euro per ogni nutria morta consegnata in discarica, ma a fronte della vastità dell'invasione è ancora poca cosa.
Secondo l'assessore regionale all'agricoltura Simona Caselli, «la situazione è molto pesante, il numero di esemplari è altissimo in tutta la pianura Padana, con gravi danni alle colture, alla biodiversità e agli argini di canali e fiumi».
Il piano prevede un'ampia discesa in capo di guardie provinciali e comunali, di agricoltori e cacciatori; con l'autorizzazione di catturare ed eliminare le nutrie utilizzando trappole apposite, ma anche con armi da fuoco, nel caso di agricoltori e cacciatori appositamente formati e registrati. Un piano che però non trova d'accordo gli animalisti, per i quali il fenomeno si dovrebbe affrontare non con le uccisioni ma con il controllo farmacologico della proliferazione, dato che le nutrie si moltiplicano al ritmo di 14 cuccioli all'anno.
Ma Zarantonello ce l'ha anche con il dilagare dei furti nelle serre: «Come Coldiretti e come Apar (Associazione produttori di anguria reggiana) abbiamo segnalato l'ampiezza del ladrocinio alle autorità competenti, ma la notte non vediamo nessuno a controllare. Abbiamo provato ad assumere a nostre spese dei guardiani notturni, senza risultati apprezzabili; anche le denunce non portano a molto. E nessuno ci assicura ne contro le nutrie ne contro il ladri».
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