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«Sant’Anna, il punto nascite va salvato, anzi potenziato»

«Sant’Anna, il punto nascite va salvato, anzi potenziato»

CASTELNOVO MONTI. Superare la logica dei numeri, lavorare per la salvaguardia del punto nascite e di tutto l’Ospedale Sant’Anna. Sono le richieste della Cisl, che interviene sulla questione del...

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CASTELNOVO MONTI. Superare la logica dei numeri, lavorare per la salvaguardia del punto nascite e di tutto l’Ospedale Sant’Anna. Sono le richieste della Cisl, che interviene sulla questione del reparto a rischio.

«Siamo sempre stati contrari a qualsiasi idea d’applicazione tout court delle leggi, alle scelte dei tagli lineari perché, in quanto tali, raramente tengono conto delle particolarità e della necessità di fare invece scelte che rispondano alle esigenze di un territorio e dei suoi cittadini», afferma Margherita Salvioli Mariani, segretaria generale aggiunta della Cisl Emilia Centrale. «Abbiamo assistito a valutazioni e prese di posizione: chi valuta necessario lo smantellamento del Punto Nascita lo fa per una questione di sostenibilità, ma anche chiamando in causa la sicurezza del bambino e della madre e il dover recepire l’accordo Stato-Regioni che prevede la chiusura dei punti nascita con un volume di attività inferiore a 500 parti all’anno. Sono posizioni, queste, legittime ma che guardano in modo avulso dalla realtà, anche geografica, del territorio e della sua necessità di servizi: l’ospedale di Reggio Emilia dista 45 km da Castelnovo, ma 100 km dal crinale che, qui, interamente ricade». Aggiunge Andrea Sirianni, segretario Cisl Emilia Centrale con delega alla Sanità: «Lo stesso Accordo Stato Regioni prevede deroghe per le situazioni più difficoltose, come in montagna. E, certo, riteniamo legittime le richieste di potenziamento e non certo di smantellamento». La risposta, secondo la Cisl Emilia Centrale, va ricercata in una discussione che coinvolga le forze sociali e i cittadini del territorio. Solo così si può evitare che un’intera comunità si senta abbandonata e non considerata dalla politica. «Il confronto si allarghi – conclude Salvioli Mariani – oltre che del punto nascite, si discuta del futuro di questo ospedale e la politica presidi adeguatamente in stretto rapporto con i cittadini i luoghi in cui si prendono decisioni con ricadute così importanti per il territorio».

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