Al Core ci saranno infermieri personali e concerti in sala
I vertici aziendali e sanitari hanno presentato la struttura «Qui sarà privilegiato il benessere di pazienti e famiglie»
REGGIO EMILIA. «Siamo ad una tappa storica per l'ospedale e la comunità reggiana. Il Core è una grande opera collettiva espressione di coraggio e lungimiranza, che sono tratti distintivi dei reggiani». Il direttore generale Antonella Messori ha preso il testimone nel 2015 da Ivan Trenti, suo predecessore, che ha dato il via nel 2007 alla creazione del progetto del centro oncoematologico, creatura che proietta l’azienda ospedaliera del Santa Maria verso una nuova era. Nel nuovissimo centro opereranno 200 professionisti tra personale medico e infermieristico e sono in tutto 125 i posti letto e le poltrone di day hospital per i pazienti. Una struttura aperta ieri ai giornalisti per un’anteprima che anticipa l’inaugurazione ufficiale con il premier Matteo Renzi, fissata alle 15 di domani pomeriggio. Fuori dal Core è spuntata una tensostruttura che ospiterà il cerimoniale, mentre dentro fervono gli ultimi preparativi. «Vogliamo che diventi l’ospedale dei cittadini» dice il direttore. Dopo la cerimonia con il premier, le porte del Core resteranno aperte domenica, per un open day dalle 10 alle 18.30. «La ricerca in sanità insieme all’assistenza ai pazienti migliora sicuramente la qualità generale - dice Messori - Siamo davvero orgogliosi del traguardo che stiamo raggiungendo e onoreremo quanti ci hanno sostenuto in questo percorso impegnandoci a fornire un buon servizio ai nostri cittadini».
Il centro sarà però operativo al 100% solo a fine anno, quando entrerà in funzione anche il reparto di endoscopia digestiva, che usufruirà di un angiografo di ultima generazione donato dalla Fondazione Manodori insieme ad Apro onlus. «Oltre ad essere un centro medico d'avanguardia, il Core mette al centro la persona» è la promessa di Messori.
Il Core fonderà infatti la ricerca legata all’Irccs del Santa Maria con un’attenzione specialistica alla cura del paziente, prima e dopo la cura. Non ci sono solo letti per la degenza, ma una piccola biblioteca, un pianoforte che sarà donato dalla Delrio di Reggio, spazi per la fisioterapia così come per le cure palliative («Non per il fine vita» precisano i medici). «Il Core non è un semplice contenitore con ambulatori e stanze - è il commento soddisfatto di Giorgio Mazzi, direttore sanitario del Santa Maria - L’edificio è la sintesi possibile tra scienza e umanizzazione dell’assistenza. Tradurlo in muri e strutture fisiche non è stato facile. Non lo è stato trasferire nel progetto quell’anima che gli edifici di carattere sanitario non riescono ad avere. Qui è primario il benessere abitativo con la continuità assistenziale e la presa in carico globale paziente». All’ultimo piano stato allestito un laboratorio nel quale saranno miscelati i farmaci necessari alle chemioterapie, in grado di distribuire circa 37.000 flaconi all’anno a livello provinciale, più 35.000 di medicine ancillari alle terapie. Le sale operatorie saranno quelle del “vecchio” ospedale, collegate con un corridoio. Nel centro troveranno inoltre posto un punto «informa salute». Ma cambia soprattutto l'assistenza al paziente, che sarà seguito in larga misura da una sorta di infermiere personale, detto di «riferimento», come spiegato da Marina Iemmi, direttore delle Professioni sanitarie, «pratiche che saranno poi estese alle altre strutture sanitarie».
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