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«Alleanza 3.0 rinnovi i contratti di lavoro»

«Alleanza 3.0 rinnovi i contratti di lavoro»

Il sindacato Filcams-Cgil: «Turni e orari da migliorare, servono anche nuove politiche commerciali»

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REGGIO EMILIA. Cooperativa Alleanza 3.0 non eroga ai dipendenti la quota di salario variabile e, nel frattempo, peggiora l’organizzazione del lavoro. Il contratto di lavoro, poi, non è stato rinnovato.

La denuncia è del sindacato Filcams-Cgil che, partendo dai dati dell’ultimo bilancio di Coop Consumatori nordest approvato a maggio (e chiuso con una perdita di 54 milioni di euro), «auspica che la nuova azienda Alleanza 3.0 riprenda a parlare di politiche commerciali e prenda in considerazione i problemi legati ai turni, agli orari e alle sedi di lavoro». Il colosso cooperativo nato il primo gennaio 2016 dalla fusione tra Coop Consumatori nordest, Coop Estense e Coop Adriatica, dice il sindacato, «rappresenta una delle più grandi e importanti realtà della grande distribuzione italiana, con quasi 20 mila dipendenti e 344 punti vendita, e anche per questo è indispensabile un rilancio delle politiche commerciali». Aggiunge poi la Filcams- Cgil: «La perdita di 54 milioni di euro è in gran parte dovuta non a un calo delle vendite, ma alla svalutazione di partecipazioni per un valore di circa 34 milioni».

Questa situazione, sostiene il sindacato, ha avuto una ricaduta diretta sui lavoratori a cui non è stato erogato il cosiddetto salario variabile. «Tale decisione – aggiunge Luca Chierici, segretario Filcams Cgil – è inoltre stata comunicata senza i passaggi previsti dal contratto integrativo, ma solo con uno scarno comunicato».

La situazione è poi aggravata dal fatto, sottolinea sempre il sindacato, che «i dipendenti hanno le retribuzioni ferme da oltre 36 mesi per il mancato rinnovo del contratto nazionale e la trattativa si è riaperta dopo le 16 ore di sciopero di novembre e dicembre».

In attesa di chiudere la trattativa, la Filcams chiede «nuove politiche commerciali che rimettano al centro la gestione dei punti vendita e le condizioni di lavoro. Ci sono situazioni – spiega il sindacato – in cui i lavoratori operano in negozi sotto organico, con turni che impediscono una buona qualità della vita e troppo spesso con contratti part time che rischiano di non arrivare mai al tempo pieno. Auspichiamo che Alleanza 3.0 riconsideri anche la gestione delle proprie sedi, per non costringere i propri dipendenti a trasferirsi a Modena o Bologna solo per fini gestionali». (r.f.)

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