Morta la poetessa della montagna
Ieri a Busana i funerali di Marta Alberti, 73 anni. Le parole del figlio
VENTASSO. Se ne è andata improvvisamente, a 73 anni, quasi come un refolo di vento o un bagliore di luce dell’Appennino, gli aspetti che aveva tante volte cantato nelle sue poesie, Marta Alberti, di Busana, di cui sono stati celebrati i funerali ieri pomeriggio nella chiesa di San Venanzio, gremita di tanti amici di tutto il crinale.
Marta Alberti era stata autrice di diverse opere di poesia dedicate all’Appennino: nel 1986 pubblica la raccolta “1000 perché”, che ottiene grande consenso e che le vale il titolo di “poetessa della montagna”. Seguono, tra gli altri, nel 1989 “Anima Inquieta”, “La voce del silenzio”, “Semi d’amore”.
Il giorno successivo alla sua scomparsa, la scrittura, che aveva accompagnato Marta per tutta la vita, è stato il mezzo che ha scelto per salutare tutti, in un modo poetico e inconsueto: un messaggio scritto dal figlio con la sua “voce”: «Oggi uso le mani di mio figlio per darvi un ultimo caro saluto a tutti. Ieri sera attorno le 22,30 la mia aorta ha deciso di farmi un scherzetto, e ho deciso di dire basta, perché era ora di raggiungere in cielo il mio caro, unico, e amato marito Sergio. Ora finalmente, sono qui con lui, per sempre». (l.t.)
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