L’omicida ancora in fuga, allertata l’Europol
Rimane non chiaro il movente: può essere legato allo sfregio in volto subìto dall’assassino a fine 2013
REGGIO EMILIA. L’assassino di via Nacchi – cioè il tunisino 21enne Ahmed Ben Haj Salah – non si trova ed anche il movente di quelle terribili coltellate in pieno centro non è ancora per niente chiaro agli inquirenti (indaga la Mobile, coordinata dal pm Isabella Chiesi).
Foto segnaletica ed informazioni sul caso sono state diramate all’Europol (ufficio europeo di polizia) in quanto si dà per probabile la fuga dell’omicida fuori dai confini italiani, anche se per un clandestino non è comunque facile varcare la frontiera. Non si può nemmeno escludere che il nordafricano sia rimasto in zona e viva protetto da qualche connazionale, anche perché dopo l’appello lanciato dalla questura – con la divulgazione della foto del ricercato – qualche segnalazione è giunta alla centrale operativa ed è ora al vaglio dei poliziotti. Ma rimanere nel Reggiano è al contempo un bel rischio per il 21enne, perché può esporsi alla vendetta dei parenti od amici della vittima.
Poi c’è il precedente fra i due. Era la notte del 31 dicembre 2013 e quell'episodio avvenne in via Secchi, non lontano da via Nacchi. I connazionali raccontano che Ahmed Ben Haj Salah è rimasto molto scosso da quell'episodio, che gli ha lasciato un segno evidente sul suo volto. Però ancora non si sa cosa si nasconda dietro l'aggressione di San Silvestro 2013: frizioni di carattere personale oppure affari di droga come è tristemente accaduto in altre occasioni fra nordafricani in quell’area del centro storico.
Il ricercato per l'omicidio ha precedenti per spaccio e l'8 marzo aveva ottenuto l'affidamento in prova: svolgeva lavori socialmente utili. Mercoledì pomeriggio, prima del delitto, il giovane si era recato in questura per firmare. Si presume che poi abbia visto il connazionale 41enne Mahdi Sallami e si sia premunito andando in un vicino bazar cinese, scegliendolo con cura tra quelli esposti. Con quell’arma ha colpito ripetutamente all’addome il connazionale in via Nacchi, lasciandolo agonizzante sull’asfalto.
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