Lasciarono morire corriere della droga, arrestati per omicidio i complici
Cadelbosco Sopra, in manette due pakistani che non prestarono soccorso a un connazionale con un ovulo di eroina bloccato nell'intestino
REGGIO EMILIA. Due pakistani sono stati arrestati dai carabinieri di Cadelbosco Sopra con l’accusa di omicidio e spaccio di droga.
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Le indagini, coordinate dal pm Giacomo Forte, erano state avviate quando alla vigilia di Natale venne trovato nelle campagna di Cadelbosco Sopra uno straniero in fin di vita, che poi morì al Santa Maria Nuova. In un primo momento si pensava fosse deceduto solo per ipotermia, ma in realtà Muhammad Asghar, 44anni, pachistano, era un corriere “ovulatore”. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12735042:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2016/01/06/news/la-fine-del-44enne-diventa-un-giallo-disposta-l-autopsia-1.12735042]]
L'autopsia rivelò la presenza di un uvulo di eroina liquida nell'intestino.
Quello che hanno ricostruito gli investigatori, è che per tre giorni l'uomo è stato male mentre si trovava a casa di uno dei complici - a Bagnolo San Vito, Mantova - ma anziché essere soccorso e portato in ospedale per un'occlusione intestinale, venne abbandonato morente e seminudo in una strada di campagna. I due spacciatori, che lo portarono a morte, sono stati arrestati dai carabinieri di Cadelbosco Sopra.
Uno dei due ricercati è stato localizzato a Guastalla mentre il complice era al Centro di identificazione ed espulsione di Brindisi. I due asiatici devono rispondere di concorso in omicidio e traffico di stupefacenti.
Il corriere della droga deceduto era arrivato a Milano Malpensa il 20 dicembre scorso. I connazionali con i quali è entrato in contatto sono Aziz Usman, 29 anni, domiciliato nel mantovano e Muhammed Muueez, 25, residente a Busto Arsizio, in provincia di Varese. "La vittima avrebbe potuto essere salvata se invece che abbandonarlo in una strada isolata fosse stato portato in un qualsiasi ospedale" sono le parole del pm Forte.
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Le indagini dei carabinieri della compagnia di Guastalla non sono finite. L'episodio ha acceso un faro sul traffico internazionale di stupefacenti, che passa evidentemente anche per il Basso mantovano e il Reggiano.
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