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Gli studenti e la violenza di genere

Gli studenti e la violenza di genere

Castelnovo Monti: alle superiori un progetto-questionario sui comportamenti

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CASTELNOVO MONTI. Ragazze e ragazzi insieme per conoscere i pericoli della violenza di genere, i pericoli della violenza fisica come delle percezioni errate che generano differenze e diffidenze. Dodici studenti delle terze e delle quarte delle scuole superiori Cattaneo e Dall'Aglio di Castelnovo Monti hanno appena completato il percorso “Più consapevoli insieme”, realizzato assieme alle associazioni Per Te e Nondasola, che si occupano di violenza di genere, e finanziato da Coop Alleanza 3.0. Il gruppo, dal dicembre scorso a maggio, ha aderito volontariamente a un progetto impegnativo, con lezioni e incontri pomeridiani fuori dagli orari scolastici per approfondire i temi, e a fine maggio ha poi presentato risultati e riflessioni ai compagni di scuola più giovani, iscritti alle seconde superiori.

Nella prima fase le ragazze e i ragazzi si sono informati sull'argomento, dal punto di vista scientifico e sociale, per dedicarsi poi, a propria volta, a una analisi per individuare quali comportamenti fossero maggiormente percepiti dai loro coetanei come “violenza di genere”.

Per i giovani della montagna, la violenza di genere si esplicita principalmente nello stalking, nella molestia sessuale e nella privazione della libertà. Una volta delineati i binari, il gruppo di studio, affiancato dalle referenti di Per Te e Nondasola, ha realizzato un questionario poi fatto compilare agli studenti delle seconde medie. Per quanto riguarda la molestia sessuale, la scelta è stata quella di utilizzare un campione già somministrato a ragazzi di altre scuole emiliano-romagnole. In questo modo, si è potuto confrontare i dati castelnovesi con quelli regionali. In totale sono stati restituiti 269 questionari, poi elaborati. I risultati sono stati restituiti agli intervistati il 31 maggio scorso in un momento collettivo cui hanno preso parte 230 studenti e parecchi insegnanti, segnato da un confronto diretto, con pochi filtri, partito dall'esito dei questionari e dalle riflessioni che ha generato sulla violenza di genere. «In quella mattinata ci si è confrontati sulle relazioni tra pari, sul contesto sociale in cui i giovani della montagna sono inseriti, con particolare attenzione al tema della solidarietà tra pari, alla percezione della responsabilità della violenza da parte degli attori e alla attribuzione di corresponsabilità alla vittima», raccontano i promotori. Ed è stata un'occasione di riflessione anche cruda su «alcune modalità relazionali che talvolta caratterizzano le relazioni dei giovani e che spesso non vengono percepite come campanelli d’allarme per la manifestazione di un comportamento violento». E ora, visti i buoni risultati e le buone reazioni, si vuole raccontare l’esperienza all'esterno. Il gruppo di studenti e le due associazioni vogliono infatti organizzare un evento pubblico, presumibilmente a novembre al teatro Bismantova, per presentare la ricerca alla popolazione montana. (adr.ar.)

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