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I genitori sabato hanno protestato al Core

I genitori sabato hanno protestato al Core

«La sanità reggiana non è tutta rose e fiori. I clienti ci hanno girato le spalle: costretti a vendere il bar»

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SAN MARTINO IN RIO. La disperazione di Giusy Cataldo e di Antonio Russo, genitori del piccolo Carlo, è stata espressa anche sabato pomeriggio durante l’inaugurazione del Core. «Abbiamo voluto essere presenti per protestare, per fare presente che la sanità reggiana non è tutta rose e fiori come si voleva far credere nel corso dell’inaugurazione del Core – commentano Antonio e Giusy – e per ribadire il concetto abbiamo fatto stampare dei volantini con un messaggio molto eloquente: in primo piano c’è la foto di nostro figlio con scritta la data della sua morte e subito sotto una domanda che racchiude tutto: dimmi perché?». Inoltre, la famiglia Russo venderà l’attività del bar Black or White di via dell’Artigianato. «Ormai abbiamo il 60% di clientela in meno in questo bar, che abbiamo rilevato un anno e mezzo fa – spiegano Giusy e Antonio – ma dopo quello che è successo molte persone ci hanno girato le spalle e adesso le cose non vanno più bene». Molti ormai, infatti, identificano il Black or White con il luogo dov’è avvenuta la tragedia in cui ha perso la vita il piccolo “Carletto” e ciò ha avuto ripercussioni negative sull’afflusso di avventori che non popolano più il locale come una volta. ( s.a.)

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