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Il magistrato: «Avrebbero potuto salvarlo»

Il magistrato: «Avrebbero potuto salvarlo»

Il pm: «Disposti a uccidere per non essere scoperti». Il colonnello: «Le indagini vanno avanti»

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CADELBOSCO SOPRA. «Muhammad Asghar avrebbe potuto essere salvato. Se lo avessero portato in ospedale non sarebbe morto: lo dice l’esito dell’autopsia. La loro volontà era quella di uccidere».

È categorico il sostituto procuratore Giacomo Forte quando parla della morte del 44enne. «È stata fondamentale la collaborazione dell’ospedale, che ci ha subito segnalato la presenza di morfina nel sangue della vittima - spiega a proposito dell’avvio delle indagini - Questo ci ha subito insospettiti. Se non ci fosse stato questo passaggio, non ci sarebbe stato un seguito». Ma prosegue: «Al di là dell’omicidio, c’è un giro di droga che stiamo cercando di contrastare. La vittima era un corriere della droga. E di una droga particolare, perché a differenza di altri casi qui parliamo di ovuli che non erano intercettabili dai metal detector in quanto non avvolti da stangnola, ma da materiale plastico. E parliamo di droga liquida, quindi allo stato purissimo. Siamo ancora in fase investigativa, ma crediamo di aver scoperchiato un mondo molto pericoloso perchè sono soggetti disposti a uccidere pur di non essere scoperti».

Lo conferma anche il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Antonino Buda, che le indagini sono tutt’altro che finite. «Si indaga per traffico internazionale di stupefacenti. Abbiamo ricostruito una filiera di importazione di una droga molto pericolosa. E questa modalità di trasporto sta diventando una di quelle più utilizzate, a causa degli stringenti controlli ai varchi. La Spagna, poi, è più di tutti un passaggio quasi obbligato di tutte le droghe» sone le parole del numero uno dell’Arma reggiana. «Vogliamo arrivare al più presto a chi più in alto governa questa rete di spacciatori. L’ingestione di ovuli è molto rischiosa. Chiaramente non lo si fa con uno alla volta. La vittima ne aveva ingeriti altri» conclude. (el.pe)

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