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Le minacce: «Se non torni con me ti uccido»

Le minacce: «Se non torni con me ti uccido»

Si diceva pronto a togliersi la vita, poi l’agguato alla moglie con il martello davanti al luogo di lavoro

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REGGIO EMILIA. Risale al novembre dello scorso anno il primo arresto del 42enne che, in seguito, era finito ai domiciliari. A far scattare le manette la furiosa reazione contro la moglie, “colpevole” di avere acquistato di sua iniziativa un paio di scarpe al figlio senza prima consultarlo. Secondo quanto avevano ricostruito i carabinieri, si era avvicinato alla donna mentre era intenta a stirare, le aveva strappato di mano il ferro da stiro incandescente e, con lo stesso ferro, aveva cercato di colpirla. Fortunatamente, non c’era riuscito grazie alla pronta reazione della donna. Ma non era riuscita a evitare del tutto la violenza cieca dell’uomo che, allora, l’aveva afferrata per i capelli prendendola a schiaffi.

E non era la prima volta che finiva nei guai. Nel 2013 era nuovamente stato fermato per maltrattamenti alla moglie. In quell’occasione, però, l’uomo era stato perdonato dalla stessa consorte che, dopo appena un mese, lo aveva accolto nuovamente a casa, dove la coppia viveva con i due figli minorenni.

Una tregua però durata poco, visto che le tensioni erano tornate così come le violenze, le botte, i maltrattamenti.

Dopo l’arresto di novembre, aveva tentato ancora di raggiungerla. E a quel punto, avendo violato il divieto di avvicinamento, per lui la misura era stata aggravata. Prima la cella, poi i domiciliari.

È proprio da casa però che l’altro giorno è nuovamente fuggito e ancora per raggiungere la moglie. Stavolta, aveva portato con sé un martello. Il messaggio a lei era stato chiaro: «Se non torni come ti uccido e mi uccido».

I carabinieri lo hanno trovato davanti al posto di lavoro della donna, con il martello e ubriaco. Mentre la donna era stata portata in un luogo di sicurezza. Ora, il cupo epilogo.

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