Gazzetta di Reggio

Reggio

Serrata di un giorno contro le tasse

di Luciano Salsi
Serrata di un giorno contro le tasse

Protesta del titolare della Casa dei formaggi: «Situazione ormai insostenibile»

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REGGIO EMILIA. Ieri i clienti sono stati costretti a fare retromarcia di fronte alla saracinesca abbassata della “Casa dei formaggi”, negozio di prodotti alimentari tipici di Puglia, Calabria, Campania ed Emilia Romagna situato a San Prospero Strinati nella piazzetta degli Strinati, alla confluenza fra via Pezzana e via Samoggia. Il gestore Michele Lobascio ha tenuto chiuso l’esercizio per l’intera giornata, spiegando succintamente su un cartello il motivo dell’inedita serrata: «Protesto contro il governo: ho pagato sempre le tasse e continuo a pagarle, ma vorrei pagare il giusto».

Lobascio, nato a Ruvo di Puglia, vive a Reggio da 30 anni. Ha sempre lavorato, prima come dipendente, nel ramo alimentare. Una quindicina d’anni fa ha aperto un negozio in via Ferrari (Lungocrostolo). Dieci anni fa ha inaugurato la Casa dei formaggi, che, come tutte le piccole imprese commerciali, ha subìto gli effetti della crisi. «Sono stato costretto – spiega – a diminuire i prezzi, ma Renzi non cala le tasse. Fra Irpef, Iva, contributi vari e tassa rifiuti siamo arrivati a una situazione insostenibile. Se le cose non miglioreranno, fra un mese continuerò la protesta legandomi alla saracinesca».

La settimana scorsa il presidente del consiglio aveva incassato i fischi dei commercianti, intervenendo a Milano all’assemblea annuale di Confcommercio. Quella contestazione, però, riguardava essenzialmente il bonus di 80 euro, giudicato una mancia elettorale. Renzi, invece, aveva raccolto applausi promettendo, di fronte al presidente Carlo Sangalli, di non aumentare l’Iva. Una rassicurazione che fa presa sulle imprese meglio strutturate, non su quelle piccole come il negozio di Lobascio, che stentano a sopravvivere.

«Quello delle tasse – sottolinea Donatella Prampolini, presidente provinciale di Confcommercio – è il problema numero uno per le ditte individuali, che a Reggio affrontano difficoltà che una volta non conoscevano. Il governo dice che la situazione sta migliorando, ma nei cassetti dei negozi il miglioramento non si vede. La gente spende meno orientandosi sui prodotti in offerta o di minore qualità».

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