Stalking, nuova inchiesta sull’avvocato
Scandiano, il legale 49enne indagato per maltrattamenti e sequestro di persona. Altra accusa in aula: lesioni alla moglie
SCANDIANO. Una nuova accusa nel processo che lo vede accusato di stalking nei confronti della moglie, ma anche un’ulteriore inchiesta (stavolta per maltrattamenti e sequestro di persona sempre nei riguardi della moglie) che pende come un macigno sulla testa di un avvocato 49enne (di cui non forniamo l’identità per tutelare la privacy della figlia minorenne).
Il magistrato inquirente che si sta occupando da due angolature di questo caso a dir poco delicato è il pm Valentina Salvi che ieri mattina – in tribunale a Reggio – ha aggiunto in avvio di processo l’imputazione di lesioni aggravate. Un’accusa aggiuntiva che fa riferimento ad un certificato medico attestante – a parere del pm Salvi – di quanto accadde il 22 febbraio 2015. «L’imputato colpì con diversi pugni al volto a e al torace la moglie – ha spiegato, in aula, il pubblico ministero al giudice Dario De Luca – cagionandole lesioni guaribili in 27 giorni». Ai cronisti poi il pm Salvi ha spiegato che la moglie, per paura, non denunciò il marito, ma andò comunque a farsi medicare ed ora quel certificato ha permesso alla procura di procedere d’ufficio per il reato di lesioni aggravate. A quel punto la difesa – cioè l’avvocatessa Stefania Pattarello di Venezia – ha chiesto lo slittamento del processo per poter valutare certificato medico e nuova accusa. Si tornerà in aula il 13 luglio (quel giorno verrà sentito l’imputato) ed entro il mese verrà emessa la sentenza.
Nelle scorse udienze era emersa una sorta di ossessione dell'uomo per la moglie (la coppia è nel pieno di una sofferta separazione), spinta da una gelosia che il medico curante della famiglia non ha esitato a definire come patologica. La perizia psichiatrica ha poi ritenuto il 49enne «capace d’intendere e di volere». Nell'udienza del 3 novembre scorso la moglie - che si è costituita parte civile tramite l'avvocato Marco Dallari – ha messo in fila, con sofferenza, particolari e circostanze. Un susseguirsi di episodi di violenza – fisica ma anche psicologica. Ha spiegato come il marito la controllasse in tutti i suoi movimenti e di come tutto sia precipitato quando lei ha chiesto la separazione. «Mi ha rovinato la vita - ha rimarcato amaramente - mi ha privato di ogni libertà». L’avvocato-imputato in questi mesi ha pericolosamente violato ogni misura restrittiva presa nei suoi confronti, finendo anche in carcere: ora ha l’obbligo di dimora a Verona e non può comunicare con la moglie.(t.s.)
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