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Vive di furti, gli sequestrano tutto

Vive di furti, gli sequestrano tutto

La polizia ha chiesto la confisca di beni del valore di 300mila euro di un nomade pluripregiudicato

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REGGIO EMILIA. Dal 1999 fa dentro e fuori dal carcere e la sua unica fonte di reddito ufficiale sono i lavoretti svolti dietro le sbarre. Nonostante questo un nomade di 43 anni residente alla periferia di Reggio, è risultato avere una disponibilità di beni ritenuta dalla questura molto più che sospetta. Pertanto la polizia reggiana, al termine di mirati accertamenti svolti dalla Divisione Anticrimine e dalla squadra mobile, ha chiesto e ottenuto dal tribunale una misura preventiva patrimoniale, che consiste nel sequestro al fine della confisca di beni per 300mila euro.

Il provvedimento è stato motivato sulla base del principio della sproporzione tra i redditi dichiarati e il patrimonio del soggetto colpito.

All’uomo, che ha numerosi precedenti e condanne per reati contro la persona e il patrimonio, sono stati sequestrati 7 conti correnti, intestati anche alla convivente e ai figli, nei quali c’erano 150mila euro. Inoltre il provvedimento del tribunale ha riguardato un casolare e un terreno agricolo che si trovano in collina tra Albinea e Vezzano, mentre a Reggio sono stati apposti i sigilli a quattro garage di una palazzina di recente costruzione nella prima periferia. Come se non bastasse all’uomo sono state tolte due vetture in uso alla sua famiglia. Qualsiasi bene di valore nella sua disponibilità gli è dunque stato portato via.

NOVITÀ. È la prima volta che a Reggio Emilia viene applicata una misura di prevenzione patrimoniale così ingente nei confronti di un soggetto che non è legato alla criminalità organizzata. Di certo si tratta di uno strumento molto efficace, soprattutto quando le continue denunce e gli arresti ripetuti non sembrano portare ad alcun esito.

Il sequestro preventivo dei beni è l’inizio di un iter finalizzato alla confisca, che è irrevocabile.

INDAGINI ACCURATE. «Questa misura – spiega il capo della Divisione Anticrimine della questura, Antonio Stavale – è il frutto di un lavoro d’indagine molto accurato svolto nel corso del tempo. Abbiamo valutato il reddito della persona in questione e abbiamo rivelato la sproporzione con quel poco che guadagnava e quello che possedeva effettivamente. In genere il sequestro si chiede per persone implicate in fatti di mafia, ma se pensiamo a quanti furti ci sono a Reggio, abbiamo pensato che fosse giusto rivolgere la massima attenzione anche a questo tipo di reati».

La particolarità delle misure preventive personali e patrimoniali consiste nel fatto che non sono prese a seguito di singoli episodi. «Al contrario bisogna fare una valutazione a 360 gradi del soggetto. Per questo è un’indagine che richiede tempo e che poi è sottoposta al vaglio della magistratura, che deve disporre il sequestro e poi esprimersi sullo stesso». (j.d.p.)

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