Gazzetta di Reggio

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Voleva uccidere moglie e figli, si ammazza in carcere

di Elisa Pederzoli e Tiziano Soresina
Voleva uccidere moglie e figli, si ammazza in carcere

Il 42enne non ha mai lasciato la Pulce: scarcerato dal gip, il magistrato di sorveglianza aveva poi aggravato la misura

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REGGIO EMILIA. Si è tolto la vita, in carcere alla Pulce, il 42enne che giovedì era evaso a Luzzara dagli arresti domiciliari per poi appostarsi – a Reggio – ubriaco e con un martello in tasca, davanti al luogo di lavoro della moglie dove era stato “intercettato” ed arrestato dai carabinieri.

Un epilogo tragico nel giro di tre giorni (giovedì l’arresto, domenica il suicidio) al culmine di una vicenda dal novembre scorso piena di tensioni all’interno di una coppia “scoppiata”, con la gelosia del marito come probabile causa scatenante di botte e minacce di morte alla moglie.[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:sport:1.13637640:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/sport/2016/06/10/news/se-non-torni-con-me-ti-uccido-marito-violento-arrestato-1.13637640]]

Il 42enne era da sette mesi agli arresti domiciliari nell’abitazione luzzarese del fratello (dopo che aveva infranto l’obbligo di avvicinarsi alla moglie) e la sua inquietudine era stata più che colta dai familiari, a tal punto che a dare l’allarme era stata la cognata (cioè la moglie del fratello). Non vedendo più in casa il cognato, la donna ha temuto che potesse commettere qualcosa di grave contro la moglie o contro se stesso, si era precipitata dai carabinieri di Luzzara dando così l’allarme.

Preoccupazioni della cognata risultate fondate, visto come sono poi andate le cose, mentre la moglie potrebbe aver sottovalutato le minacce telefoniche ricevute il giorno precedente dal marito. In pratica il 42enne non ha mai lasciato la cella di Reggio.

Venerdì, nell’udienza di convalida dell’arresto tenutasi in carcere, il gip Giovanni Ghini aveva rimesso l’uomo agli arresti domiciliari (ritenendo che la sola evasione non fosse sufficiente per applicare la misura più restrittiva richiesta dalla procura), ma pressoché contestualmente è intervenuto il magistrato di sorveglianza.

Il perché è presto detto. Il 42enne stava scontando agli arresti domiciliari la condanna a un anno e due mesi e sette giorni di reclusione – per lesioni alla moglie – comminatagli in novembre dal giudice Dario De Luca.

Una sentenza divenuta definitiva. Ma giovedì, avendo il 42enne infranto gli arresti domiciliari, il “quadro” è cambiato e il magistrato di sorveglianza ha aggravato la misura restrittiva, decidendo che il marito geloso avrebbe finito di scontare la pena in carcere.

Alla luce di questo provvedimento, l’uomo non ha così mai lasciato, nemmeno temporaneamente, il carcere. Domenica il gesto estremo, su cui è stata aperta un’inchiesta da parte del pm di turno Isabella Chiesi. La salma è all’obitorio di Coviolo, in attesa delle decisioni del magistrato inquirente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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