Calo delle nascite, l’asilo Ettore Barchi chiude e si trasferisce
La scuola di Roncina si accorperà con quella di San Giuseppe. La coordinatrice: «Poche iscrizioni, così salviamo tutti»
REGGIO EMILIA. Il fenomeno del crollo delle nascite, figlio diretto della crisi economica, continua a peggiorare di anno in anno. E i primi a risentirne sono gli istituti scolastici, soprattutto quelli dedicati alla prima infanzia. Come la scuola materna Ettore Barchi, da oltre sessant’anni al servizio della comunità di Roncina. Che per la prima volta nella sua storia ha avuto così poche domande di iscrizione per l’anno successivo da essere costretta, per sopravvivere, ad accorparsi con un’altra struttura parrocchiale.
«Purtroppo non ci sono più bambini – commenta rammaricata la coordinatrice Carolina Caroli – su circa 62 posti disponibili abbiamo avuto solamente 27 iscrizioni. Troppo poche per sopravvivere. Io sono qui da 38 anni, una vita, ed è la prima volta che succede una cosa simile. C’è sempre stata una crescita, all’inizio ospitavano 35 bambini e col tempo e con l’aumentare della richiesta siamo saliti a più di 60. Ma con la crisi e con il calo delle nascite, da quattro cinque anni è cominciata la decrescita».
Così è stato necessario l’accorpamento con la scuola materna di San Giuseppe, in zona Canalina, appena ristrutturata e con una sezione vuota per lo stesso problema. Con questa operazione si riuscirà a non far perdere il lavoro alle tre maestre della Barchi e alla cuoca, che verranno assorbite nell’organico, e a garantire una continuità didattica ai bambini.
Su 27 famiglie infatti, 24 hanno accettato di trasferirsi con la scuola. «Le maestre ci hanno consultato un mese fa – spiega Marina Levchenko mentre ritira il figlio – Certo dispiace: per me qui era più comodo ma non è un grosso problema».
Anche perché la scuola garantirà, per quei genitori che vanno a piedi, un servizio navetta incluso nei 210 euro di retta mensile che porterà i piccoli dal parcheggio della Barchi alla nuova parrocchia.
«Qui l’insegnamento è molto buono – commenta un altro genitore, Antonio Scariglia – Questo spostamento non fa piacere a tutti, principalmente per un fatto di comodità».
Insomma anche fra i parenti questa soluzione non sembra creare troppe difficoltà, al di là della scomodità di dover fare un tratto in più in auto. «Davanti a tutto questo c’è il bene di maestre, bambini e famiglie – spiega il parroco Don Paolo – in prospettiva ci saranno sempre meno iscrizioni e invece di far morire un’esperienza abbiamo agito per salvarla».
Non tutti però sono d’accordo e il consigliere comunale di Forza Italia, Giuseppe Pagliani, ha chiesto al sindaco Vecchi di adoperarsi per non far chiudere la scuola di Roncina.
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