Gli orti dell’ex Gasometro nel segno dell’integrazione
Presentato il piano per trasformare il parcheggio nel giardino pensile cittadino Piante nei cassoni dei mezzi Til. Nel progetto coinvolti anche i richiedenti asilo
REGGIO EMILIA. Sono sedici gli orti urbani che consentono a poco meno di seicento reggiani di coltivare fra il cemento e l’asfalto non solo verdura, fiori e frutta, ma anche relazioni di buon vicinato, socialità e integrazione etno-culturale. Ai 14 già esistenti se ne sono aggiunti quest’anno altri due, che Valeria Montanari, assessore alla Partecipazione, ha presentato ieri insieme al ricco programma di attività e iniziative intitolato “L’estate negli orti”.
Si tratta di due progetti finalizzati a riscattare dal degrado due punti critici della città. Il più originale è il primo giardino pensile di Reggio, battezzato Sparc, che il gruppo Fruttorti realizzerà entro l’estate sul tetto dell’ex Gasometro, in via Pansa. Il progetto, illustrato da Marco Aicardi, portavoce dell’associazione, prevede di occupare la vasta terrazza con cassoni realizzati dai volontari riciclando bancali di legno. Saranno riempiti di terra non solo questi contenitori, ma anche alcuni dei 14 furgoncini cassonati che Til, gestrice del parcheggio, ha abbandonato alla sommità dell’edificio.
Rispetto al ruolino di marcia c’è un ritardo di qualche mese, dovuto al tempo occorso per il risanamento del piano terra del parcheggio, per le assicurazioni e altre incombenze amministrative. «Siamo – spiega Aicardi – otto persone dai 25 ai 50 anni, a cui, previa formazione, si potranno aggiungere i quattro senzatetto e gli otto richiedenti asilo che stanno mostrando interesse per l’iniziativa. Cercavamo uno spazio in cui sviluppare l’esperienza di permacoltura (agricoltura permanente o sostenibile, ndr) che avevamo avviato sul tetto di un capannone industriale. Promuoveremo la biodiversità. I prodotti saranno distribuiti gratuitamente ai frequentatori dell’orto. Il rapporto con la Dimora d’Abramo ci consente di farne anche un esperimento di inclusione sociale, che coinvolgerà il quartiere. A tale scopo abbiamo avviato contatti con i cittadini e con l’asilo nido Arca. È una sfida stimolante». Stanno già raccogliendo i frutti del loro lavoro, invece, i 30 membri del Comitato di via Roma, che hanno ottenuto dal Comune la concessione dell’ortoparco Santa Maria, nell’omonima area verde (ex-giardino del vecchio ospedale) tra vicolo Venezia e la Questura. È la prima esperienza di permacoltura in uno spazio pubblico. «Siamo determinati – riferisce Dina Buccino a nome del comitato – coltivando l’orto coltiviamo anche relazioni umane. Dal mese di marzo abbiamo organizzato tre serate. Per San Giovanni faremo una tortellata. Sono coinvolti anche i richiedenti asilo alloggiati nell'albergo di via Roma».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
