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I defibrillatori nelle ceramiche

Casalgrande, saranno collocati negli stabilimenti del Gruppo Serenessima Cir

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CASALGRANDE. Sono cinque, complessivamente, i defibrillatori acquistati dal Gruppo Serenissima Cir per dotare le due sedi, collocate rispettivamente in via Volta 9 e, sempre in via Volta, ai numeri 23-25, oltre agli stabilimenti di Roteglia, di Rubiera e di Olbia, in Sardegna, dell'assistenza di primo soccorso, determinando percorsi di formazione per la qualificazione per l'utilizzo del personale interno. In linea con le attuali normative relative alla sicurezza sui luoghi di lavoro, secondo la legge 81/08), la nota realtà ceramica di Casalgrande ha deciso di tutelare nel modo più opportuno la salute dei propri lavoratori garantendo il migliore supporto sanitario e la formazione necessaria per attuare le manovre di primo intervento e di utilizzo dei defibrillatori semiautomatici in caso di attacco cardiaco.

Una scelta non obbligatoria ma fortemente voluta dalla famiglia Romani che non è nuova a dimostrazioni di grande sensibilità e attenzione all'aspetto umano in ambito lavorativo e dunque verso le persone, che possono così godere di una preparazione utile sia all'interno del Gruppo ma anche a livello individuale.

«Abbiamo sempre creduto nell'importanza di un lavoro di squadra caratterizzato da competenza, professionalità e anche tanta umanità. – ha dichiarato il presidente Lamberto Romani – L'esempio che abbiamo cercato di trasmettere in tanti anni di attività ha dunque seguito questo percorso ed è proprio grazie al riconoscimento di tutte le persone che ci hanno supportato con il loro impegno e la loro fiducia che abbiamo potuto superare le difficoltà e raggiungere risultati di cui andiamo fieri e per i quali siamo riconosciuti nelle più importanti aree di mercato internazionali». L'iniziativa si conferma un'ulteriore scelta di responsabilità del Gruppo verso le risorse umane e il territorio che tanto ha donato all’azienda in termini di opportunità e di sviluppo. In passato sono state numerose le iniziative solidali a cui la ditta, che conta 400 dipendenti, ha preso parte in prima persona sia nel campo dell'assistenza che in quello culturale. (p.r.)

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