Gazzetta di Reggio

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I trattori della Argo trainano l’export

di Enrico Lorenzo Tidona
I trattori della Argo trainano l’export

L’Italia tiene, bene le vendite oltre confine per il gruppo che conta ricavi 2015 per 461 milioni e un utile di 12 milioni

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FABBRICO. La meccanica reggiana ha subito un rallentamento a fine 2015, segno della stanchezza dei mercati esteri, vero traino per mantenere i fatturati a livelli precedenti. Il colpo di coda della crisi non ha però fiaccato i conti del gruppo Argo Tractors di Fabbrico, realtà in grado di sfornare e vendere 22mila trattori l’anno.

Nonostante il mercato mondiale dei trattori abbia registrato per il secondo anno consecutivo un calo generalizzato con pochissime eccezioni in singoli Paesi, la multinazionale reggiana è stata tuttavia in grado di conservare i propri volumi, raggiungendo risultati di bilancio considerati «soddisfacenti».

Anche l’anno passato, secondo i conti da poco licenziati, le vendite hanno garantito ad Argo la conservazione del proprio fatturato grazie a brillanti risultati commerciali in America, Asia e Oceania ed al mantenimento delle quote in Africa ed in Europa, con un netto incremento in Italia. I ricavi ottenuti sono stati di 461 milioni di euro, in linea rispetto ai valori espressi nel 2014, quando erano a quota 465 milioni di euro, e comunque positivi rispetto alla marcata contrazione del mercato mondiale. L’Ebitda si è assestato a 41 milioni di euro pari a circa il 9% del fatturato, con un risultato ante imposte di 19 milioni di euro (25 milioni nel 2014), mentre il risultato d’esercizio si è chiuso a 12,1 milioni di euro, limiti di poco rispetto ai 15,8 milioni nel 2014.

Parliamo di una delle ultime vere grandi fabbriche reggiane, con circa 850 dipendenti a Fabbrico, 330 a San Martino e 130 a Luzzara, dove vengono prodotte tutte le gamme dei trattori dei marchi Landini, McCormick e Valpadana. La stanchezza di alcuni mercati ha portato a un uso marginale della cassa ordinaria, che al momento non preoccupa i sindacati. La chiave di volta, infatti, è stato l’aumento della penetrazione commerciale grazie alle 8 filiali commerciali e a 130 importatori esteri che si aggiungono ai 170 distributori nel mercato italiano, ai quali sono stati portati in dote i nuovi modelli, come il McCormick X8, considerato la Ferrari dei trattore, sul quale gli ingegneri dell’azienda sono riusciti a superare la soglia dei 300 cavalli di potenza.

Tenere il passo con i tempi e i presidi produttivi nel reggiano è una sfida vinta da Argo Tractors a suon di investimenti, diventando così uno dei portabandiera del Made in Italy industriale nel mondo. «Il processo di investimenti in ricerca e sviluppo posto in essere da Argo spa proseguirà senza limitazioni - assicura Valerio Morra, presidente del gruppo - perché il consolidamento nelle attività di processo, di prodotto e di distribuzione è indispensabile per il raggiungimento degli obiettivi di crescita che ci siamo prefissati».

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