Gazzetta di Reggio

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«Il lupo non assale l’uomo da ben due secoli e mezzo»

di Serena Arbizzi
«Il lupo non assale l’uomo da ben due secoli e mezzo»

Villa Minozzo, il parere del Wolf Apennine Center dopo la scomparsa di un uomo Willy Reggioni: «L’animale è tornato in Appennino da 30 anni, non è pericoloso»

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VILLA MINOZZO. «Non ci sono evidenze dell’aggressività del lupo nei confronti dell’uomo. Se l’anziano disperso fosse stato sbranato da un lupo, sarebbe il primo caso che si verifica dopo 250 anni».

Willy Reggioni del Wolf Apennine Center non ha dubbi: il lupo, ormai da tantissimo tempo, non aggredisce l’uomo e, pertanto, non si rivela pericoloso. Se un esemplare di lupo appenninico, il canis lupus italicus, una sottospecie presente soltanto in Italia, si ritrovasse di fronte a un essere umano, lo guarderebbe, ma non lo azzannerebbe. Il Wolf Apennine Center, si occupa di indagare il lupo a tutto tondo, anche grazie a un progetto finanziato dall’Unione europea, denominato “Life Mirco Lupo”.

E Willy Reggioni, referente del Wolf Apennine Center non ha dubbi sul fatto che il lupo non sia pericoloso per l’uomo, e specifica che l’ipotesi avanzata dai carabinieri sull’anziano Govoni, che potrebbe essere stato sbranato dai lupi sia tutta da dimostrare. «Il lupo è distribuito uniformemente sul nostro territorio – argomenta Reggioni – Non ci sono da parecchi anni dei riscontri dell’aggressività del lupo sull’uomo. Questo malgrado, purtroppo, si siano verificati alcuni episodi di predazione di cani anche nei pressi di abitazioni. Sull’Appennino Tosco Emiliano il lupo è ritornato in forma spontanea oltre trent’anni fa in tutta il territorio montano. Questo territorio include la zona che va dall’alta pianura in su, dove il lupo è stabilmente presente. Non è possibile fare un bilancio preciso degli esemplari che popolano l’Appennino. Ogni nucleo famigliare occupa una parte di territorio che si aggira sui 120/130 chilometri quadrati. C’è una probabilità maggiore di incontrare il lupo in collina perché questa zona è maggiormente popolata rispetto a quelle boschive. In collina ci sono più strade, più macchine, e... di conseguenza più persone in circolazione» conclude Willy Reggioni.

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