Gazzetta di Reggio

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«Licenziato, ma l’azienda assume»

di Serena Arbizzi
«Licenziato, ma l’azienda assume»

Cardarelli, ex Tecnogear di Cavriago: «Sono in grande difficoltà economica»

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CAVRIAGO. Ritorna alla ribalta la vicenda Tecnogear, ditta che lo scorso inverno ha licenziato tre operai, applicando una facolta prevista dalla legge Fornero.

Fulvio Cardarelli è uno di questi tre addetti, ha 42 anni, da 18 lavora alla Tecnogear, dove ha potuto acquisire esperienza nella lavorazione finale dei pezzi prodotti, ed era anche parte dell'rsu. La notizia del licenziamento, nei mesi scorsi, è arrivata sulla sua famiglia come una spada di Damocle. Cardarelli da quando è senza lavoro si trova al centro di un dramma sociale: Fulvio ha un figlio adolescente, un mutuo sostanzioso da pagare e, più in generale, spese cui non riesce più a fare fronte.

In più, Cardarelli contesta all'azienda che, nonostante i tre licenziamenti attuati, la Tecnogear abbia da poco effettuato l'assunzione di un dipendente a tempo indeterminato. «Sono stato licenziato “grazie” alla legge Fornero – commenta amaro Cardarelli –. L'azienda sta lavorando a pieno ritmo di produzione e durante questo mese è stato assunto un operaio a tempo indeterminato. Al posto di noi tre licenziati, inoltre, hanno messo in azienda altro personale. Allora noi dobbiamo concludere che non eravamo di troppo. Ad oggi, a causa di queste vicissitudini, mi trovo in grande difficoltà economica. Con un mutuo alto da pagare, pari a 900 euro, e spese condominiali ingenti perché vivo in un palazzone a Reggio Emilia, in cui il teleriscaldamento comporta spese enormi. Mia moglie percepisce uno stipendio minimo. Noi arrivati alla soglia dei 40 anni siamo già vecchi per il mondo del lavoro. Dato che abbiamo superato l'età dell'apprendistato, non possono più assumerci perché non possono praticare agevolazioni su di noi. Io dopo 22 anni di impiego sarò costretto a perdere la casa, senza la possibilità di dare garanzie alla mia famiglia. Dov'è lo Stato per noi? Io vivo in un dramma, non dormo la notte e non conosco quale sarà il mio futuro domani. Alla fine del mese prima arrivavo per miracolo. Ora non so come faremo, vivremo di stenti: il lavoro è divenuto un miraggio. Gli altri due operai che sono stati licenziati assieme a me hanno accettato l'indennizzo della ditta. Io no, perché ho più di 40 anni e voglio essere reimpiegato, anche se è difficile a causa della legge Fornero».

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