Trasporto pubblico, Seta lancia la crociata contro assenze e permessi degli autisti
Reggio Emilia: braccio di ferro con i sindacati per ridurre le ore di astensione dal lavoro. Il dg Roberto Badalotti: "Per un contratto unico nei tre bacini serve il sacrificio di tutti"
REGGIO EMILIA. Un totale di 2.085 giorni di permessi sindacali retribuiti in un anno. E una media di 30 giorni di assenza all’anno sul totale dei 1.046 dipendenti. Sono i numeri al centro di un braccio di ferro tra i sindacati e Seta, l’azienda di trasporto pubblico locale, impegnati in una delicata trattativa che ha lo scopo di unificare sotto un unico accordo i contratti dei tre bacini di Reggio, Modena e Piacenza. Circa 300 mila euro la stima economica dei permessi retribuiti, pari allo 0,28% del bilancio aziendale, sui quali ora da Seta hanno intenzione di intervenire con un giro di vite, cercando di ridurre al minino le assenze e alzando la soglia dei controlli anche su ciò che riguarda malattie, infortuni e altri motivi di assenza giustificate.
«Si tratta di permessi legittimi – spiega Roberto Badalotti, direttore generale di Seta – che derivano da accordi sindacali ancora in vigore. Ma ora bisognerà cercare un nuovo accordo, tentando di ridurli. Stiamo portando avanti l’armonizzazione dei contratti. E alle organizzazioni sindacali chiediamo di fare un po’ di sacrificio, come tutti». Tre finora gli incontri svolti con i sindacati, l’ultimo dei quali ieri, con lo scopo di raggiungere un accordo entro il 31 dicembre.
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«Ciascuno deve fare la propria parte – aggiunge Badalotti - per questo noi ci impegneremo ad esempio ad aumentare i salari variabili». Nel mirino dell’azienda finiscono anche le assenze del personale, che secondo le stime recenti gode di una media di circa 30 giorni all’anno di astensione dal lavoro per motivi che vanno dalle malattie agli infortuni, fino alle donazioni sangue, alla legge 104 e a tutti le altre ragioni previste per legge. Le aspettative non retribuite, invece, sono pari a 1.582 giorni all’anno. «È evidente che diminuire la media di queste assenze significa aumentare in termini di produttività», aggiunge ancora Badalotti.
Secondo il bilancio Seta, nei tre bacini sono in totale 1.046 i dipendenti, di cui 17 quadri, 103 impiegati e due dirigenti. Questi ultimi hanno un compenso pari a 91.922 euro, con un’incidenza sul bilancio pari allo 0,08%. Il costo del personale è pari a 44.169.800 euro, con un’incidenza percentuale del 40,56%, superiore ai costi di manutenzione e riparazione dei mezzi. Questi ultimi si fermano a 6.761.495 euro tra riparazioni e manutenzioni esterne, per un’incidenza sul bilancio del 6,21%. In un anno, gli 810 mezzi di trasporto Seta sono stati sottoposti a 28.641 interventi di riparazione.
Di questi, 10.882 hanno riguardato il telaio o la carrozzeria, 2.291 il motore o il cambio, 7.733 le componenti elettriche, 3.436 le gomme e 4.299 i vetri e gli arredi. L’anzianità media di ogni singolo mezzo è di 12,3 anni. La percorrenza media, invece, è pari a 36.666 chilometri.
Numeri che, secondo Badalotti, bisogna contestualizzare nei giusti termini: «Queste cifre in realtà contengono anche interventi preventivi. Non ci sono soltanto manutenzioni conseguenti a rotture, ma anche interventi di prevenzione, proprio per evitare che si verifichino rotture».
Ma non si potrebbero ridurre i costi degli interventi con autobus nuovi e più efficienti?
«È chiaro che il rischio di guasti aumenta con l’età dei mezzi. Ma non è detto che guasti e riparazioni si verifichino su mezzi solo di una certa età».
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