Gazzetta di Reggio

Reggio

Voleva uccidere la moglie e i due figli poi togliersi la vita

di Tiziano Soresina
Voleva uccidere la moglie e i due figli poi togliersi la vita

Il feroce piano del 42enne che domenica si è ucciso in cella In tasca gli sono state trovate le lettere d’addio alla famiglia

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REGGIO EMILIA. Una determinazione feroce. Ormai l’epilogo sanguinario era il chiodo fisso del 42enne uccisosi domenica in carcere alla Pulce. Più volte aveva manifestato le sue intenzioni, sin dal novembre scorso quando era tormentato a tal punto dalla gelosia che distruggere la famiglia per poi farla finita era diventato il suo unico obiettivo. Un progetto agghiacciante: ammazzare la moglie e i due figli minorenni, per poi farla finita. Un ostinato e allucinante voler chiudere il cerchio che giovedì l’ha spinto a evadere dagli arresti domiciliari a Luzzara per poi appostarsi – a Reggio – ubriaco e con un martello in tasca, davanti al luogo di lavoro della moglie dove era stato arrestato dai carabinieri.

Ma anche in cella la violenza covata si è tramutata in un’autodistruzione talmente rabbiosa e irrefrenabile da riuscire a beffare anche gli altri due detenuti con lui in cella. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, ha approfittato del fatto che gli altri due compagni di cella stessero dormendo per togliersi la vita in bagno.

Tutto preordinato con terribile cura: addosso aveva delle lettere in cui spiega ai familiari il suo piano funereo. Parole d’addio in cui le motivazioni sono sempre quelle: omicidio-suicidio, portare tutta la famiglia con sè nella morte. Saltata la prima parte del suo assurdo progetto, non è rimasto nella sua testa che farla finita.

Del resto il 42enne era da sette mesi agli arresti domiciliari nell’abitazione luzzarese del fratello e la sua inquietudine era stata più che colta dai familiari, a tal punto che a dare l’allarme era stata la la moglie del fratello. Non vedendo più in casa il cognato, la donna ha temuto che potesse commettere qualcosa di grave contro la moglie e i figli, perciò si era precipitata dai carabinieri di Luzzara dando l’allarme. Mentre la moglie potrebbe aver sottovalutato le minacce telefoniche ricevute il giorno precedente dal marito. Il pm Isabella Chiesi non ha disposto l’autopsia e ha chiuso il fascicolo.

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