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Ecco la mostra dei record «Oltre 12mila visitatori»

di Evaristo Sparvieri
Ecco la mostra dei record «Oltre 12mila visitatori»

Immovilli, organizzatore dell’esposizione: «Un successo grazie alla Gazzetta» Lo scopo è rendere l’iniziativa itinerante: «C’è voglia di vedersi raccontati»

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REGGIO EMILIA. «Siamo già oltre i 12 mila visitatori in poco più di un mese, un migliaio solo nell’ultimo week end, con la prospettiva di arrivare a quota 15 mila. Per Spazio Gerra è un record». Non nasconde il proprio entusiasmo Lorenzo Immovili, condirettore dello Spazio Gerra e organizzatore di Disco Emilia, la mostra sui locali da ballo anni ’70 e ’80 che ha rappresentato l’evento più cool di Fotografia Europea, realizzato in collaborazione con la Gazzetta di Reggio.

Un evento dal successo strepitoso e per certi versi inatteso, che bissa e supera la grande partecipazione riscossa dalla precedente mostra sulle ex Officine Reggiane. «Nel suo complesso l’allestimento è costato appena 13 mila euro – aggiunge Immovilli – la mostra è ad ingresso gratuito, ma praticamente è come se fosse costata solo un euro a visitatore. Siamo davvero molto contenti, anche per questo risultato in termini economico».

Per Disco Emilia sono scese in campo diverse realtà, che hanno unito gli intenti in funzione della mostra. Ed è proprio questa sinergia, secondo Immovilli, il segreto del successo: «Al di là dei numeri, credo che vada aperta una riflessione sul tipo di progetto che abbiamo portato avanti. È stata innanzitutto una sfida che l’amministrazione ha avuto il coraggio di sostenere sin dalla prima ora, visto che nel panorama nazionale credo che Disco Emilia sia la prima mostra dedicata agli anni della dance. Una sfida riuscita, segno che c’è voglia di affrontare queste tematiche di costume di cui si parla troppo poco. Per la prima volta al Gerra ho visto centinaia di visitatori estranei ai soliti circuiti culturali cittadini. È un motivo in più di soddisfazione». La Gazzetta, soprattutto attraverso i propri canali social, ha fatto la propria parte, intercettando quella platea di lettori che avevano voglia di rivivere la magia di quegli anni indimenticabili e irripetibili.

«La partecipazione della Gazzetta – aggiunge Immovilli - con cui abbiamo condiviso questo percorso, ha fatto sì che il lavoro partisse dal basso, portando al progetto delle importanti competenze giornalistiche, creando partecipazione e attesa attraverso il coinvolgimento del pubblico sotto il punto di vista della ricerca di contenuti e documenti». Secondo Immovilli, «la disco nasce insieme al mondo del cantautorato. Di quest’ultimo la cultura si è occupata spesso, soprattutto in relazione ai suoi aspetti poetici. Al mondo della disco, invece, non è mai stato attribuito uno spessore culturale, pur rappresentando un aspetto fondamentale del nostro costume. Un mondo che credo giusto iniziare a raccontare». Foto d’epoca, scatti d’autore, memorabilia, disegni. E poi gli strumenti del mestiere di chi quell’epoca ha contribuito a realizzarla, come le consolle, i dischi, le palle stroboscopiche, i biglietti. I materiali dell’esposizione, catalogati e raccolti nell’arco di sei mesi, spaziano su tutto ciò che rappresenta il favoloso mondo delle disco anni ’70 e ’80. Un tesoretto che ora da Spazio Gerra hanno intenzione di portare in giro per l’Emilia, degno coronamento di una mostra che ripercorre le tappe di un fenomeno che ha riguardato l’intera regione.

«Sono venuti visitatori da Parma, Modena, Bologna. Vuol dire che c’è voglia di rivivere queste atmosfere, non solo per una questione nostalgica, ma anche per rileggersi e capire cosa hanno rappresentato quegli anni. Non si deve avere paura di avvicinare queste tematiche al mondo della cultura, che spesso le guarda con un certo distacco. Credo invece che ci sia grande voglia di partecipazione e condivisione su tematiche vicine alla gente. E Disco Emilia dimostra che è possibile avvicinare le persone con linguaggi adeguati anche in luoghi dove di solito arrivano solo élite strettamente legate ai circuiti culturali».

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