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Ancora una spaccata al negozio di soft air, in arrivo un vigilante

Ancora una spaccata al negozio di soft air, in arrivo un vigilante

Via Brigata Reggio, rubate altre pistole ad aria al Barbarossa. I negozianti: «Ci usano come bancomat»

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REGGIO EMILIA. «Questi ladri ormai ci stanno usando come bancomat. Entrano di notte, rubano quel che vogliono e se ne vanno indisturbati. Il problema è che poi fanno ritorno e non è mai finita». Matteo Carpeggiani vorrebbe passare meno tempo in questura e più nel suo negozio, il Barbarossa, dove vende abbigliamento e armi per soft air. Ha alzato per la prima volta le serrande del nuovo negozio di via Brigata Reggio lo scorso dicembre. Sopra c’è il comando della polizia municipale, che sovrasta l’area bersagliata dai furti. Già a febbraio, a ridosso dell’inaugurazione del Barbarossa, il negozio ha subìto il primo furto: sparite due riproduzione fedeli di fucili d’assalto che vengono utilizzate per gioco, il soft air appunto, che sta prendendo sempre più piede anche a Reggio.

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Poi cinque, giorni fa, un tentativo di scasso nel negozio a fianco, fino ad arrivare a ieri, quando un ladro armato con un piede di porco ha agito indisturbato verso le 3 del mattino. Prima ha sradicato la porta d’entrata, ha smontato i vetri e li ha poggiati all’esterno. Infine è entrato rompendo una vetrina e portandosi via alcune pistole del tutto simili a quelle vere ma che sparano in realtà usando un meccanismo a gas, utilizzate alle volte per le rapine. «Aveva il volto coperto ed è scappato anche con il fondo cassa. È il secondo furto in pochi mesi - dice Carpeggiani di ritorno dalla questura, dove ha sporto denuncia - L’altro giorno hanno usato addirittura un flessibile nel negozio delle estetiste qui a fianco, che ha aperto da poche settimane. Senza scordare i colpi al bar, alla pizzeria o il tentativo di furto di un ragazzo che in pausa pranzo stava riposando in auto col finestrino aperto e si è trovato con un personaggio che gli aveva messo le mani in tasca per sfilargli il portafogli. È scandaloso, non ne possiamo più. La municipale è qui sopra e non sente mai nulla. La questura sta investigando a fondo ma abbiamo deciso tra negozianti di fare una colletta e ingaggiare una guardia privata per difendere le nostre attività». (e.l.t.)

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