Gazzetta di Reggio

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Multa da 20 milioni al Gruppo Argenta

di Enrico Lorenzo Tidona
Multa da 20 milioni al Gruppo Argenta

Si mettevano d’accordo sulle tariffe: dopo un indagine l’Antitrust commina una maxi sanzione da 100 milioni ai big italiani

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REGGIO EMILIA. Si mettevano d’accordo sui prezzi di vendita venendo meno alle regole della concorrenza. Un’accusa mossa dall’Antitrust che ha sanzionato con una maxi multa da 100 milioni di euro i principali operatori della distribuzione automatica e semi-automatica (il cosiddetto vending) di alimenti e bevande e la loro associazione di categoria. Il conto più salato è finito in capo al gruppo reggiano Argenta, per il quale la sanzione ammonta a 20 milioni di euro. Un salasso per il leader del settore che conta 2 milioni di consumazioni al giorno di caffè, acqua, bibite e snack, per un fatturato 2015 di 148 milioni.

In particolare l’Autorità nazionale ha accertato l’esistenza di un’intesa anticoncorrenziale - in violazione dell’articolo 101 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea - tra le società Gruppo Argenta, D.a.em. e le sue controllate Molinari, Dist.Illy, Aromi, Dolomatic e Govi (Gruppo Buonristoro). A queste si aggiungono Ge.s.a, Gruppo Illiria, Ivs Italia, Liomatic, Ovdamatic, Sogeda, Sellmat, Se.ri.m., Supermatic e l’associazione Confida (associazione italiana distribuzione automatica). L’unica cosa certa, al momento, è il ricorso al Tar, già annunciato da Confida.

L’accordo, volto a mantenere alto il livello dei prezzi e a preservare la redditività delle imprese di gestione, prevedeva la ripartizione del mercato e della clientela, nonché il coordinamento in materia dei prezzi di vendita.

Le imprese, spiega nella nota l'Antitrust, si definivano reciprocamente «concorrenti amici», astenendosi dal presentare offerte l'una ai clienti dell'altra anche in occasione di gare, per effetto di un «patto di non belligeranza». L’intesa prevedeva un meccanismo di compensazione per restituire ai «concorrenti amici» clienti di valore equivalente (in termini di erogazioni) a quelli eventualmente sottratti nell’ambito dell'attività commerciale di ciascuna impresa. Il tutto sotto la presunta regia dell’associazione di categoria.

Per il Gruppo Argenta la contestazione riguarda sette anni, dal 2008 al 2014, come riportato nelle 240 pagine del provvedimento pubblicato in queste ore. L’Antitrust ha preso in esame diverse email interne ad Argenta. In una l’estensore comunica al destinatario di essere stato chiamato da una terza persona «che ha ricevuto il bando gara dell’istituto Russell di Guastalla e voleva conferma da me, se era da noi servito». Missive nelle quali si parla di cifre e patti di non belligeranza commerciale, prova – secondo l’Antitrust – di un cartello operante nel settore, scoperto con l’ausilio della guardia di finanza, che ha effettuato ispezioni nelle sedi delle aziende tra il luglio 2014 e il marzo 2015. Quindi, conclude l’Antitrust, l’intesa ha avuto attuazione e ha prodotto concreti effetti anticoncorrenziali, consentendo così alle imprese parti del procedimento di mantenere sostanzialmente stabili le proprie quote di mercato, quantomeno dal 2010 al 2014.

Nonostante il periodo di crisi, inoltre, il prezzo di vendita dei principali prodotti erogati nel periodo 2008-2014 è aumentato in maniera più che proporzionale rispetto ai costi sottostanti.

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