Operazione “Untouchable” Chiesti otto rinvii a giudizio
CASALGRANDE. Otto richieste di rinvio a giudizio. Un’udienza preliminare fissata per l’11 ottobre. Si conclude così nell’arco di un anno l’indagine dei pubblici ministeri di Modena, Marco Niccolini e...
CASALGRANDE. Otto richieste di rinvio a giudizio. Un’udienza preliminare fissata per l’11 ottobre. Si conclude così nell’arco di un anno l’indagine dei pubblici ministeri di Modena, Marco Niccolini e Claudia Natalini, con il commissariato della polizia di Stato sul caso di malaffare, tentate estorsioni e usure a Sassuolo e dintorni chiamata “Operazione Untouchable”. La procura, dunque, chiede il processo per tutti gli indagati. Soprattutto per i due “intoccabili” per definizione, gli indagati principali che avrebbero formato un sodalizio di ferro tra prestito di denaro a chi voleva tentate attività commerciali a Sassuolo e chi, poi, si presentava a minacciare per impedire che i locali nuovi aprissero. Sono Adamo Bonini, 42enne di Casalgrande (difeso dal’avvocato Luca Brezigar): figura complessa di imprenditore e gestore di locali che ha contatti con le forze dell’ordine. Secondo la procura, è prestatore di denaro ad usura. E Rocco Ambrisi, 22enne di Castellarano (difeso dall’avvocato Stefano Giovanardi), membro di una famiglia conosciuta e temuta a Sassuolo, accusato di essere estorsore. Con Ambrisi ci sono tre imputati che gli avrebbero fatto da “spalla” in una torbida vicenda legata alla vedova polacca moglie di un fratello di uno di loro alla quale avrebbero intimato di rinunciare alla potestà e alla custodia della figlia minorenne in favore degli zii stessi, tutto questo nel mezzo di una questione di risarcimenti assicurativi per la morte del marito della donna polacca.
Gli altri due imputati sono due sottufficiali dei carabinieri (difesi dagli avvocati Cosimo Zaccaria e Roberto Ghini) per anni al lavoro negli uffici della Procura. Sono accusati di corruzione aggravata per aver favorito Bonini, interessato a sapere quale fosse la sua posizione nell’ambito di una indagine in corso. Uno dei due sottufficiali avrebbe percepito denaro (alcune migliaia di euro) in cambio anche di piccoli favori, come far togliere una multa alla moglie di Bonini, interferendo con i colleghi dell’Arma.
Infine tra gli imputati all’udienza preliminare si presenterà anche l’ex ufficiale dei carabinieri all’epoca di stanza al comando provinciale di Modena: il capitano Mario Marino, trasferito al comandi di Peschiera sul Garda e poi fino a tempi recenti responsabile della sicurezza presso la Fondazione Banca Popolare di Verona. Secondo la Procura il capitano si era reso disponibile a compiere atti frutto di corruzione ricevendo in prestito da Bonini un’auto di grossa cilindrata e pneumatici. Come si vede tante vicende, tante posizioni.
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