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Rifiuti, 500 addetti hanno scioperato in tutta la provincia

Rifiuti, 500 addetti hanno scioperato in tutta la provincia

REGGIO EMILIA. Quella sulle condizioni dei lavoratori e degli appalti dell’igiene che fonde settore pubblico e privato è diventata una delle battaglie sindacali più emblematiche degli ultimi mesi....

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REGGIO EMILIA. Quella sulle condizioni dei lavoratori e degli appalti dell’igiene che fonde settore pubblico e privato è diventata una delle battaglie sindacali più emblematiche degli ultimi mesi. Ieri c’è stato il nuovo sciopero, che ha registrato ancora percentuali molto alte, intorno al 90% e in linea con il dato nazionale. A incrociare le braccia sono stati i lavoratori del comparto a live in provincia di Reggio. Si tratta della seconda manifestazione di protesta dopo quella del 30 maggio scorso in cui i lavoratori del settore, circa 500 a Reggio, mobilitati per il rinnovo del contratto nazionale scaduto da due anni. La protesta è stata indetta da Fp-Cgil, Fit-Cisl, Uilt e Fiadel a seguito della rottura della trattativa con le associazioni di categoria Utilitalia e Assoambiente, nonostante l’Anci si sia spesa nei giorni scorsi per una mediazione. Replicando le iniziative di due settimane fa i sindacati reggiani hanno indetto due presidi unitari: uno di fronte alla sede di Iren Ambiente in via Dei Gonzaga, l'altro di fronte al municipio, dove una delegazione sindacale è stata ricevuta dal vice sindaco Matteo Sassi. «Chiediamo giuste tutele per i lavoratori del comparto che è molto parcellizzato, sottoposto a continui cambi di appalti, e anche fortemente esposto a rischi di infiltrazioni mafiose», spiega Donato Smentina, della Fit-cisl regionale. In particolare, nell'incontro con il vicesindaco, i lavoratori hanno sollecitato un impegno deciso del comune a farsi portavoce delle loro istanze.

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