Gazzetta di Reggio

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Sarà decisivo il voto del “popolo Dc”

di Adriano Arati
Sarà decisivo il voto del “popolo Dc”

Caccia ai voti di Domenichini, l’ex vicesindaco non ricandidato che ora viene corteggiato da entrambi i candidati

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CASINA. Uno spettro si aggira per le urne di Casina. Ed è uno spettro molto conosciuto in tutta la montagna reggiana, che risponde al nome di Silvano Domenichini. L’ex vicesindaco è il convitato di pietra di tutte le discussioni elettorali attorno al paese appenninico, rimbalzato sulle cronache nazionali per il pareggio esatto dei voti che ha costretto al ballottaggio di domenica fra il sindaco uscente Gianfranco Rinaldi e lo sfidante Stefano Costi. Rinaldi e il centro-sinistra, nel costruire la nuova squadra con cui presentarsi al voto, hanno azzerando tutto: nessun consigliere e nessun assessore del precedente mandato, quindi niente Domenichini, protagonista della vita politica del paese da decenni. E figura conosciutissima, anche per il carattere esuberante: storico esponente Dc, diverse volte eletto come consigliere provinciale, a lungo è stato il referente per la montagna della Coldiretti, in una zona piena di agricoltori di tradizione “bianca”. Senza contare l’impegno costante per la latteria e per le associazioni di Cortogno, paese di origine della sua famiglia, e l’incarico più recente, quello di presidente dell’ Atc Re 3, l’ambito territoriale di caccia della collina.

Nelle precedenti elezioni amministrative Domenichini è stato sempre l’uomo dei record: sempre primo nelle preferenze personali. In questo caso, non si è ovviamente impegnato in prima persona, anche perché l’esclusione non è stata vissuta in maniera particolarmente serena. Dopo il voto del 5 giugno, a risultato ufficiale, il suo nome è rimbalzato ovunque, fra chi sottolineava l’assenza del suo pacchetto di preferenze e chi magari ipotizzava, anzi, un suo avvicinamento a Costi. Classiche parole post-voto. Di certo, senza Domenichini il sindaco uscente ha perso la capacità di intercettare un elettorato “spurio”: persone che tradizionalmente hanno sempre sostenuto il centro-destra, ma che alle elezioni locali hanno convogliato i voti su Domenichini, da sempre schierato con il centro-sinistra. Un elettorato cattolico, in gran parte, che l’ex vicesindaco attirava a sé col suo percorso Dc e con la “vicinanza ideale”, per così dire. «Quelli della messa delle 11 alla domenica», per usare una definizione uscita spesso in queste settimane. Uomini e donne che in questa occasione, senza il loro referente “personale”, hanno seguito la loro tradizione politica, convergendo sul centro- destra e su Costi. Domenichini non commenta. Se fosse maggiormente coinvolto dal Pd, gli elettori tornerebbero indietro o manterrebbero la direzione presa il 5 giugno scorso?

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