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Tragedia in sala parto: bimba nata morta

La mamma è arrivata al pronto soccorso con il distacco della placenta. Inutili i tentativi di salvare la piccola


16 giugno 2016 di Elisa Pederzoli


SCANDIANO (REGGIO EMILIA). Doveva arrivare a giorni il momento tanto atteso dell’abbraccio con la piccola creatura cresciuta per nove mesi dentro il pancione. Invece, ha fatto irruzione la tragedia che non ti aspetti martedì pomeriggio in sala parto all’ospedale Magati di Scandiano, dove una neonata è nata morta.

Secondo quanto ha ricostruito la stessa direzione sanitaria dell’ospedale, la gravidanza della donna - una ragazza di 26 anni dell’Appennino modenese - era andata avanti senza complicazioni. Nove mesi che sono trascorsi tra l’emozione di sentire crescere la piccola nella pancia e la trepidazione condivisa con il marito di veder finalmente arrivare il giorno in cui poter stringere tra le braccia la piccolina. Qualcosa, però, è andato storto negli ultimi momenti di una gestazione arrivata agli sgoccioli.

La giovane donna si è presentata all’ospedale Magati di Scandiano con forti dolori. I primi accertamenti hanno permesso di accertare un improvviso distacco della placenta. Per questo, i medici hanno provveduto al suo immediato trasferimento alla sala parto per far nascere la piccola con taglio cesareo urgente e tentare di salvarla. «Purtroppo tutte le manovre di rianimazione neonatale messe immediatamente in atto dai sanitari sono risultate vane» si legge in una nota della Direzione sanitaria.

E dopo aver tentato a lungo di rianimare la piccolina, alla fine i medici si sono dovuti arrendere alla realtà. «Si è trattato di un evento tragico che ha profondamente colpito e addolorato la famiglia e il personale dell’ospedale, che partecipa con commozione al dolore dei familiari - prosegue la nota dell’ospedale - Come da prassi è stata attivata una valutazione del percorso clinico-assistenziale e dalle prime ricostruzioni risulta che sono state messe in atto tutte le procedure previste in questi casi dalle linee guida accreditate dalla comunità scientifica. La Direzione e tutti i professionisti esprimono vicinanza alla famiglia». La 26enne intanto è stata trasferita nel reparto di ginecologia del Santa Maria Nuova già martedì sera. Le sue condizioni non destano preoccupazione. Anche la salma della bambina è stata portata a Reggio, per il riscontro diagnostico disposto dall’azienda Usl.

I carabinieri di Scandiano sono intervenuti per gli accertamenti del caso. La cartella clinica è stata sequestrata. Il magistrato di turno, la dottoressa Stefania Pigozzi, ha aperto un fascicolo per colpa medica a carico di ignoti. Ma dai primi accertamenti, sembra che non siano stati individuati profili di responsabilità rispetto a un evento, come il distacco della placenta, che nessuno poteva prevedere o impedire e presto potrebbe essere tutto archiviato. Tanto è vero che non si è reso necessario disporre l’autopsia medico-legale. E nemmeno la famiglia sembra intenzionata a procedere legalmente.

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