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Troupe francese cacciata dalla chiesa di Brescello

Troupe francese cacciata dalla chiesa di Brescello

I giornalisti volevano girare un documentario sulla mafia. Sono stati accolti in malo modo anche al processo Aemilia

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BRESCELLO. Non si aspettavano di essere accolti a braccia aperte, ma forse il trattamento ricevuto dai giornalisti e operatori di una troupe del canale pubblico France 3 è andato oltre le loro peggiori previsioni. Arrivati a Reggio per fare un documentario sulla mafia, in particolare a Brescello, paese noto ai francesi per la saga di don Camillo, impersonato dal marsigliese Fernandel, e Peppone, hanno avuto due disavventure.

Domenica mattina a Brescello la troupe è stata mandata via dalla chiesa da un aiutante del parroco, che non ha gradito la presenza delle telecamere.

Ieri giornalisti e operatori hanno invece fatto tappa al processo Aemilia. E qui è avvenuto il secondo episodio che li ha riguardati. Mentre i giornalisti realizzavano in aula due interviste, al sindaco di Castelnovo Monti Enrico Bini e al giornalista Donato Ungaro, alcune persone tra il pubblico, sedute tra i parenti degli imputati, li hanno fotografati con i loro cellulari. Un fatto che i francesi hanno raccontato con una certa preoccupazione una volta fuori dall’aula.

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