«Beni sequestrati ingiustamente»
La polizia gli ha tolto tutto: «Mia moglie ha ereditato dal padre»
REGGIO EMILIA. «I beni che mi hanno sequestrato sono di mia moglie che li ha ereditati dal padre quattro anni fa. Lo dimostrerò in tribunale». A dirlo è il 43enne al quale la questura ha sequestrato il 31 maggio, su ordine del tribunale, beni per 300mila euro. «Quattro anni fa mia moglie ha perso il padre e ha ereditato tutto. I soldi e i beni che ci hanno sequestrato non sono miei e dunque non capiamo il motivo di questo provvedimento. Inoltre mia moglie ha lavorato per 19 anni in una cooperativa sociale».
L’uomo, che ha numerosi precedenti e ha rimediato diverse condannate, smentisce anche il fatto di essere un nomade.
«Hanno detto che sono un nomade ma io sono di Massa Carrara. Mia moglie è nomade, ma non io».
L’uomo è assistito dall’avvocato Gianluca Tirelli e attende che sia fissata l’udienza nella quale si discuterà il sequestro per avanzare le proprie ragioni. La misura patrimoniale è stata disposta dal tribunale su richiesta della polizia, che ha svolto un’attività investigativa. Gli agenti hanno sequestrato 150mila euro in banca, quattro garage in una palazzina alla periferia di Reggio, un podere e un casolare tra Vezzano e Albinea. Alla famiglia del 43enne sono anche state portate via le due auto di proprietà.
Il provvedimento è finalizzato alla confisca ma prima che si arrivi a questo esito ci saranno tre gradi di giudizio. «E carte alla mano dimostreremo che questi beni sono stati legittimamente ereditati da mia moglie e non sono frutto di reati». (j.d.p.)
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