Gazzetta di Reggio

Reggio

«Da 30 anni rischio di finire fuori casa»

di Serena Arbizzi

Guerra legale di Marisa Davoli contro la strada: «Combattiamo un fardello illegittimo che pende sulle nostre teste»

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NOVELLARA. «Da 30 anni vivo con questo fardello: con un esproprio illegittimo, che pende sulla mia testa e che stiamo contrastando con tutte le nostre forze».

È sul piede di guerra Marisa Davoli, residente in via Enrico Fermi, in prossimità della tangenziale di Novellara. Se, infatti, da un lato, gruppi di cittadini si sono recati a Roma nei giorni scorsi per consegnare le firme affinché l'opera venga conclusa, dall'altro c'è chi protesta energicamente per non subire le conseguenze negative di quest'opera. Ad avviare una dura battaglia legale contro il Comune per evitare l'esproprio, è, appunto, Marisa Davoli, e il 23 giugno ci sarà un appuntamento decisivo.

«Quest'opera, tra l’altro, è stata realizzata con i soldi che i contribuenti pagano per i rifiuti – aggiunge Marisa – quando il costo, invece, sarebbe stato di competenza dell'ente pubblico. È da anni che cerchiamo di farci valere: i miei due figli hanno fatto in tempo a crescere e ora ho dei nipoti. E non sono l'unica residente contraria: altre famiglie che hanno acceso un mutuo per un'abitazione che sorgerà vicino alla tangenziale. Residenti che abitano in condomini e hanno manifestato il loro dissenso tramite una raccolta firme. Inoltre, ci sono un ricorso di Legambiente Novellara e Italia nostra perché inizialmente il progetto della tangenziale era in contrasto con il vincolo storico artistico imposto dalla Sovrintendenza. Dopo alcuni anni la Sovrintendenza ha modificato queste prescrizioni consentendo la realizzazione della strada. Questo provvedimento di modifica del vincolo è stato impugnato da Legambiente con ricorso al Tar del Lazio, tuttora pendente, perché il Tribunale non si è ancora pronunciato» conclude Davoli.

Marisa Davoli è assistita nella sua battaglia legale dall'avvocato Giovan Ludovico Della Fontana. «Il prossimo appuntamento in Tribunale sarà il 23 giugno, al Consiglio di Stato – afferma il legale – Questa camera di consiglio è fissata per discutere l'istanza di sospensione della sentenza del Tar di Parma, con cui si era stabilito l'annullamento del Poc che ha reiterato, quindi ribadito, il vincolo espropriativo sul terreno di Marisa Davoli. Le istanze di sospensione sono state proposte sia dal Comune di Novellara sia dalla Provincia di Reggio Emilia. Marisa Davoli non è ancora stata espropriata, ma da 30 anni esiste questa eventualità. La signora aveva impugnato il Poc approvato nel 2006 dal comune di Novellara. Poc che è stato annullato dal Consiglio di Stato con sentenza 3214 del 2014. Il Comune, poi, ha approvato il nuovo Poc nel 2015 relativamente al secondo stralcio della tangenziale perché i primi due sono già stati realizzati. Marisa Davoli ha impugnato il nuovo Poc annullato dal Tar per violazione della legge regionale 37 del 2002 secondo la quale il vincolo espropriativo non può essere reiterato più di una volta, quando invece viene ripetuto da 30 anni. - conclude l’avvocato Della Fontana – La sentenza del Tar è arrivata alla fine di febbraio. Il Comune doveva espropriare entro il 2011 per non violare la legge. Ora è troppo tardi".

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