La rinascita di via Ariosto
Sette giorni di festa per lanciare la zona 30 e nuovi progetti
REGGIO EMILIA. Via Ludovico Ariosto era anticamente la prosecuzione del viale alberato che i nobili percorrevano dalla reggia di Rivalta per entrare in città attraverso porta Castello. Quindi ha le carte in regola per proporsi come modello di una rigenerazione urbana capace di ridare al centro storico vitalità e splendore. La vogliono quaranta commercianti della zona e i cittadini riuniti nel comitato che, facendo proprio il progetto di Paolo Bedogni, architetto immaginifico, si appresta ad attuare, in perfetta sintonia con il Comune, il programma di «Via Ariosto Urban Renaissance». Saranno sette giorni di festa, da domani a venerdì prossimo, durante i quali la strada sarà parzialmente occupata da distese, bancarelle e tavolate per i pranzi in strada, fra le quali si succederanno performance, attrazioni ed eventi culturali allo scopo di sperimentare un modo diverso di vivere la città, più umano e sostenibile, percorrendola a piedi, in bicicletta ed anche in automobile, ma rispettando rigorosamente il limite di 30 chilometri all’ora. I promotori lo sintetizzano nella frase scherzosa scritta sulla maglietta che tutti indosseranno durante l'evento («Non siam mica Copenaghen») per dimostrare che non è utopistico trasformare Reggio in qualcosa di simile a una capitale nordica fatta su misura chi ama pedalare. E per sottolinearlo ieri mattina hanno collaborato con le maestranze del Comune per ridisegnare la segnaletica orizzontale con le strisce pedonali e l'indicazione del limite dei 30 all’ora. I commercianti sono in prima linea. Paola Ferretti, che gestisce un bed and breakfast nella zona, spiega: «Negli anni scorsi le nostre attività erano in declino. Aumentava il numero dei negozi sfitti. Nel 2013 abbiamo dato vita al comitato. Ora via Ariosto sta tornando sotto i riflettori e i negozi stanno riaprendo. Siamo protagonisti di un autentico rinascimento urbano». In effetti accanto agli esercizi esistenti, fra cui quello di Ugo, restauratore di bici d'epoca, ne stanno nascendo di nuovi, un negozio di abiti da sposa, una gioielleria, un vintage e un ristorante nella piazzetta “della legna” trasformata in un elegante salotto. «Questa festa - sottolineano gli assessori Mirko Tutino e Valeria Montanari - è una vera sperimentazione di qualità urbana nata dal basso». (l.s.)
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