Per completare la variante serve l’ok del Consiglio di Stato
NOVELLARA. In attesa della sentenza del Consiglio di Stato sul destino della tangenziale Nord, a Novellara in molti incrociano le dita. A cominciare dai 3.000 firmatari della petizione consegnata nei...
NOVELLARA. In attesa della sentenza del Consiglio di Stato sul destino della tangenziale Nord, a Novellara in molti incrociano le dita. A cominciare dai 3.000 firmatari della petizione consegnata nei giorni scorsi proprio al Consiglio di Stato, perché, come scritto sugli striscioni, "Novellara vuole la tangenziale". Su un aspetto centrale del contendere, l'esatta interpretazione delle disposizioni regionali in materia di espropri, sulla quale si basa essenzialmente il ricorso che ha portato alla sentenza del Tar di Parma, che ha bloccato il 3° e ultimo stralcio della tangenziale, è intervenuto con un chiarimento anche la Regione. In discussione è il divieto di ripetere più di una volta un vincolo espropiativo decaduto; per la Regione, il vincolo «non trova applicazione per il completamento di opere pubbliche o di interesse pubblico lineari la cui progettazione preveda la realizzazione per lotti o stralci funzionali». Una precisazione importante ma che è pur sempre solo un parere, che potrebbe non essere decisivo. Di fatto, 2 stralci della tangenziale sono già stati realizzati, ma si tratta di 2 tronconi che finiscono entrambi in campagna, quindi non tolgono la maggior parte del traffico in transito nel centro abitato, che è la ragione per cui da 30 anni i novellaresi attendono la tangenziale. Perché risulti effettivamente operativa sugli 8 chilometri previsti, mancano ancora i quasi 2 chilometri di collegamento fra i 2 tronconi. Uno stralcio oggetto dei reiterati ricorsi di una pattuglia di cittadini fin dall'inizio contrari non alla tangenziale in sé, ma al suo tracciato. I quali sono finora riusciti a bloccare il conteso ultimo stralcio con motivazioni diverse: dal "cono visivo" al "reiterato vincolo epropriativo", peraltro sempre andate a segno. Se il Consiglio di Stato lo consentirà, salvo ulteriori complicazioni, riprenderà di nuovo la procedura; che prevede l'approvazione da parte della Provincia e del Comune del progetto definitivo, poi l'approvazione del progetto esecutivo, il completamento delle pratiche di espropriazioni, appalto e assegnazione dei lavori. Comunque un iter ancora non breve.
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