Reggio Emilia, con il Valli militarizzato sono spariti gli sbandati
Siamo andati a passeggio con l'assessore alla Sicurezza Natalia Maramotti nella "zona rossa" del centro storico. Dal Parco del Popolo a via Roma, meno degrado e negozianti più sereni
REGGIO EMILIA. Sorride, parla con tutti, si confronta con i commercianti. È una Natalia Maramotti che sembra a proprio agio quella con cui ieri siamo andati a passeggio per la "zona rossa" del centro storico. Quel quadrilatero che va da piazza Martiri del 7 luglio, passa per via Secchi sfociando in via Roma, torna indietro fino a piazza Vallisneri e risbuca al parco del Popolo.
E che da anni è vittima del degrado, preda di sbandati ed extracomunitari irregolari, spacciatori e parcheggiatori abusivi. Fino a che, pochi giorni fa, l'evento culmine: l'omicidio a coltellate del 41enne tunisino Mahdi Sallami, lasciato a morire sull'asfalto di via Nacchi.
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Da quel momento l'opinione pubblica, i comitati di cittadini, la politica locale e le forze dell'ordine hanno deciso di dare una svolta a questa situazione, mettendo in campo diverse iniziative anti criminalità. Dalle ordinanze anti alcol ai pattugliamenti, dalla task force delle forze dell'ordine davanti al teatro Valli al decoro urbano, a tre giorni dall'entrata in vigore di questi provvedimenti abbiamo deciso di portare sul posto chi di questi problemi si occupa, ovvero l'assessore alla Sicurezza con delega al Commercio.
I portici del Valli. Siamo partiti dai portici del teatro, davanti al bar che incrocia con via Secchi staziona ben visibile una vettura della guardia di finanza: «Come potete vedere dalla pattuglia - spiega camminando la Maramotti - i controlli sono già cominciati. L'unità interforze già operativa è una cosa molto positiva perché il supporto delle forze dell'ordine è fondamentale per sradicare il problema del degrado urbano. Spesso per allontanare le persone che stazionano qui basta poco, la sola presenza degli agenti è sufficiente a dissuaderli».
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Via Secchi. Mentre ci racconta imbocchiamo via Secchi diretti verso via Roma. Uno di quegli sbandati, accompagnato da un amico, ci incrocia. E' lo stesso personaggio che ha aggredito la troupe di TeleReggio martedì ma questa volta è meno irrequieto. Nota l'assessore, nota noi e si limita a cambiare marciapiede, dirigendosi verso il bar.
E proprio i locali sono un altro tassello fondamentale per l'operazione di messa in sicurezza del quartiere: «Con le ordinanze regoleremo la vendita e il consumo degli alcolici - prosegue la Maramotti - e verificheremo la natura di chi frequenta i locali della zona. Imporremo regole per il decoro urbano, per la tenuta delle vetrine e degli stalli, come mi insegnarono a suo tempo la facciata di un'attività è il suo biglietto da visita. Suo ma anche della via dove risiede, e pertanto va regolato».
Via Nacchi. Dopo nemmeno due minuti dal teatro Valli arriviamo in via Nacchi, lì dove si è consumato l'assassinio. Le auto passano tranquillamente, le persone, per lo più di origine straniera, passeggiano senza problemi. La vita è tornata alla normalità e poco più avanti si notano le prime bancarelle allestite per il Mercoledì Rosa. Ma il ricordo di quel fatto vive ancora nella memoria (e nelle paure) di molti.
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«Quanto successo è una cosa orribile che certo ricade sotto la responsabilità del Comune, perché non ci sottraiamo dinnanzi alle critiche, ma non è solo nostra. Entrambi i protagonisti, tanto la vittima quanto l'assassino, erano cittadini stranieri irregolarmente residenti nel nostro Paese. E per combattere questi fenomeni serve un lungo processo burocratico che va dall'arresto alla verifica dello status del fermato, dalla sentenza del giudice all'effettiva espulsione.
A chi poi punta l'accento sul fatto che questi fatti avvengano in centro storico rispondo che non esiste una città di serie A e una città di serie B. Tutti i quartieri di Reggio Emilia hanno diritto alla stessa dignità e attenzione da parte degli amministratori e noi siamo impegnati su tutti i fronti. Qui, con i provvedimenti emanati ora, e in periferia».
Via Roma. Da via Nacchi è un attimo e siamo subito su via Roma, dove l'assassino comprò il coltello con cui ammazzò Sallami e dove da anni i commercianti si lamentano per la poca considerazione che il Comune ha di loro. Quando passa la Maramotti però non accade nulla. Nessuno che la fermi per protestare, nessun negoziante arrabbiato.
Il tabaccaio all'angolo con le due strade la ferma per delle delucidazioni su una mail arrivatagli dall'amministrazione e l'assessore entra nel locale, si fa prestare gli occhiali da vista e risolve il dubbio dell'uomo. Poco più avanti incrocia delle bancarelle di artigianato tessile dell'associazione Rosy di Seta e si ferma a parlare con le volontarie, sorride e loro sembrano ricambiare la cortesia. Infine una piccola spesa per la cena nell'alimentari di zona.
«Vede, non è vero che via Roma è un brutto posto - ci spiega con le buste in mano - è piena di attivismo. Dispiace per chi ha perso soldi con le liberalizzazioni delle licenze ma è il mercato e non è dipeso da noi, certo però dobbiamo garantire la qualità degli esercizi che aprono qui».
Piazza Vallisneri. Per concludere il giro di "ispezione" passiamo per il parcheggio di piazza Vallisneri, dove da tempo stazionano numerosi abusivi extracomunitari: «Questo fenomeno - conclude - va combattuto e in questo ambito l'assessore Tutino metterà l'obbligo nei parchimetri, da qui a otto mesi, di indicare la targa della vettura. In questo modo azzereremo lo smercio di ticket, dando un bel colpo a questa pratica».
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