Gazzetta di Reggio

Reggio

Al centro massaggi si fa sesso: chiuso

di Paolo Ruini
Al centro massaggi si fa sesso: chiuso

Castellarano: nemmeno un mese di attività per il “Tuina”. Denunciate le due cinesi all’interno. Locale sotto sequestro

2 MINUTI DI LETTURA





CASTELLARANO. Non ha neppure festeggiato il primo mese di apertura, il centro massaggi “Tuina” di Castellarano. Aveva aperto il 27 maggio, e giovedì 16 giugno un controllo dei carabinieri di Castellarano e dei Nas di Parma è bastato per mettere i sigilli all’ingresso e chiudere la nuova impresa che nel Comune ceramico aveva fatto parlare tantissimi residenti di Castellarano.

Sarà stato per il luogo scelto, in pieno centro dove prima era presente un negozio di frutta, fra l’incrocio di via Radici Sud e via Manzoni; sarà stato per la grande vetrata, con le tariffe ben esposte e l’apertura con orario continuato dalle dieci di mattina alle undici di sera. Tutte cose che facevano ritenere che il centro massaggi cinese, che non aveva mai aperto a Castellarano, fosse un’impresa con intenzioni serie. Dopo qualche settimane, le voci hanno iniziato a girare e la presenza di massaggiatrici in minigonna hanno iniziato ad essere sulla bocca di tutti.

Su quell’apertura stavano però indagando le forze dell’ordine. Le inequivocabili inserzioni su siti annunci online, rilevate dai militari durante la fase embrionale delle indagini, facevano affluire nel “mascherato” centro massaggi di Castellarano clienti da diverse province dell’Emilia Romagna e della Lombardia. Dopo l’osservazione dei “servizi” offerti nel centro massaggi, i carabinieri della stazione di Castellarano, appostati da diversi giorni all’esterno dell’attività, hanno fermato diversi clienti che, identificati e sentiti a verbale, hanno confermato i sospetti degli inquirenti.

All’interno del centro massaggi, sotto la gestione della responsabile – una cittadina cinese 30enne residente a Reggio Emilia – venivano consumate prestazioni sessuali ad opera di una connazionale di 33 anni. Raccolti gli elementi necessari, nel pomeriggio di ieri è scattato il blitz dei militari locali, supportati dai colleghi del Nas di Parma, che hanno fatto irruzione all’interno del centro massaggi denunciando la 30enne che gestiva gli affari per il reato di agevolazione e avviamento della prostituzione. Esercizio abusivo della professione, invece, è l’accusa mossa alla connazionale 33enne, che oltre a prostituirsi praticava anche massaggi terapeutici senza aver mai conseguito la prevista abilitazione di legge.

Secondo quanto accertato dai carabinieri di Castellarano, il tariffario per le prestazioni sessuali oscillava tra i 70 ed i 100 euro. Al cliente veniva però rilasciata una ricevuta di 50 euro che rimandava a prestazioni estetiche. Non sono mancate le scene di imbarazzo da parte di alcuni clienti che, inizialmente reticenti nel timore che la circostanza potesse arrivare alle rispettive mogli, rassicurati sul dovuto riserbo, hanno poi confermato di essere andati nel centro per consumare la prestazione sessuale.

Le concordanti testimonianze, congiunte alle attività investigative dei carabinieri, hanno permesso di scoprire l’ennesimo esercizio dell’attività di prostituzione mascherata da centro massaggi. Il locale è stato posto sotto sequestrato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google